I bambini che si succhiano il pollice o che si mangiano le unghie hanno meno probabilità di sviluppare allergie da grandi. Questo è quanto sostengono i ricercatori della McMaster University che hanno osservato e analizzato centinaia di bimbi lungo un ampio arco temporale, cioè dall'età di 5 anni fino ai 32. Lo studio, intitolato “Thumb-Sucking, Nail-Biting, and Atopic Sensitization, Asthma, and Hay Fever”, è stato pubblicato sulla rivista Pediatrics e sfata il mito dell'eccessiva igiene protratto da alcune mamme apprensive.

I ricercatori spiegano che l'esposizione ai microbi in tenera età riduce il rischio di sviluppare allergie da adulti, accade dunque che i bambini che si succhiano il pollice o che si mangiano le unghie abbiano più probabilità di entrare in contatto con questi organismi. Insomma, queste abitudini spesso criticate e scoraggiate dai genitori potrebbero in realtà fungere da naturale “vaccino” anti allergie.

Per giungere a queste conclusioni, gli scienziati hanno seguito più di 1.000 bambini in Nuova Zelanda dai 5, ai 7, 9, 11, 13 e 32 anni. I test effettuati nelle ultime due fasce di età e incentrati sulla sensibilizzazione atopica attraverso i prick test hanno mostrato che, in generale, i ragazzi sviluppavano un'allergia nel 45% dei casi, dato che scendeva al 40% per coloro che in tenera età erano abituati a succhiarsi il pollice, e al 31% per quelli che, in aggiunta, si mangiavano anche le unghie. In generale, i bambini che si succhiavano il pollice o mangiavano le unghie erano il 31% del totale.

In conclusione, queste “cattive” abitudini aiutano a ridurre il rischio di sviluppare allergie. Questo non significa che i genitori adesso debbano stimolare i bambini a determinati vizi. Purtroppo lo studio non ha mostrato corrispondenze tra questi comportamenti e l'insorgere di asma e rinite allergica.