Pensare prima a se stessi, aver paura di collaborare con gli altri e non essere aperti alla condivisione sono tutti sintomi di poca intelligenza che non portano ad avere successo nella vita: chi si comporta così infatti non è sufficientemente intelligente da capire i vantaggi della gentilezza e della collaborazione soprattutto sul luogo di lavoro. A darci questa notizia sono i ricercatori della University of Bristol che sulla rivista Journal of Political Economy pubblicano lo studio intitolato “Intelligence, Personality and Gains from Cooperation in Repeated Interactions”.

Intelligenza è collaborazione. I ricercatori hanno scoperto che le persone con un quoziente intellettivo più alto mostrano un maggior livello di collaborazione che li porta a guadagnare più soldi, o comunque ad avere in generale più successo sul lavoro.

Chi non collabora ha un'intelligenza inferiore. Le persone con un livello di intelligenza inferiore invece non sono in grado di seguire una strategia valida e di stimare le conseguenze future delle loro azioni.

Essere gentili non basta. I tratti della personalità come la gradevolezza, la coscienziosità, la fiducia e la generosità influenzano certo il comportamento degli individui ma non sono sufficienti se non supportati dall'intelligenza. Insomma, vivremmo tutti in un mondo migliore se fossimo abbastanza intelligenti da comprendere le conseguenze sociali delle nostri azioni: e quindi che essere poco collaborativi non è adattativo e non porta ad un'evoluzione.

I vantaggi dell'intelligenza. L'intelligenza non solo ci permette di evolverci, ma ci aiuta a processare le informazioni più velocemente, ad accumulare esperienze a ad imparare da queste: per esempio a lavoro, le persone più intelligenti sono quelle che lavorano collaborando e che, come conseguenza, raggiungono più successi.

Conclusioni. Lo studio suggerisce che oltre all'educazione, i genitori dovrebbero fare il possibile per sviluppare l'intelligenza dei loro figli per permettere loro di avere pù successo nella vita.