Charles Darwin viene celebrato ogni anno il 12 febbraio, giorno del suo compleanno, con il Darwin Day, una giornata durante la quale abbiamo l’occasione di ricordarci cosa siano l’evoluzionismo e la selezione naturale, concetti di cui è il naturalista è padre, che hanno cambiato la storia, scientifica e non. Vediamo allora insieme cosa sono l’evoluzionismo e la selezione naturale.

Evoluzionismo. Quando parliamo di evoluzionismo, ci riferiamo alla teoria dell’evoluzione secondo cui ogni essere vivente deriva dalla graduale evoluzione di altre forme elementari che col tempo sono diventate più complesse ed esclude il creazionismo, la teoria secondo cui invece gli esseri viventi sarebbero stato creati ‘da qualcuno’ e da allora non sarebbero mutati. In pratica, secondo la teoria dell’evoluzione, con il passare del tempo, da generazione a generazione avvengono alcuni piccoli cambiamenti interni che portano poi ad un cambiamento più evidente, ad esempio a livello morfologico: l’utilità dell’evoluzione sta dunque nel riuscire ad adattarsi all’ambiente evolvendosi in esso e con esso.

Darwin e l’evoluzione. Darwin è considerato il padre della teoria dell’evoluzione che possiamo trovare nel suo più celebre testo, ‘L’origine della specie’, pubblicato nel 1859, e all’interno del quale viene esplicitato il meccanismo che porta le varie forme di vita a ‘modificarsi’ con il passare del tempo e quindi ad evolversi.

Darwin e la selezione naturale. All’interno della teoria dell’evoluzione, Darwin esplicita un altro concetto fondamentale per la scienza e cioè quello della selezione naturale.

“La conservazione delle differenze e variazioni individuali favorevoli e la distruzione di quelle nocive sono state da me chiamate "selezione naturale" o "sopravvivenza del più adatto". Le variazioni che non sono né utili né nocive non saranno influenzate dalla selezione naturale, e rimarranno allo stato di elementi fluttuanti, come si può osservare in certe specie polimorfe, o infine, si fisseranno, per cause dipendenti dalla natura dell'organismo e da quella delle condizioni”

così Darwin ne ‘L’origine della specie’, spiega la selezione naturale. In pratica, semplificando, ogni essere vivente ha caratteristiche genetiche, il genotipo, e fenotipiche, la morfologia, che lo contraddistinguono. Queste possono modificarsi in relazione ad un adattamento, cioè alla necessità di essere più efficaci per la sopravvivenza, e, con il trascorrere del tempo, la loro selezione porta ad una mutazione della specie stessa: la selezione naturale è dunque ciò che ci permette di cambiare per poter vivere e sopravvivere in un determinato habitat.

Darwin e il creazionismo. Se per noi oggi è per lo più scontato accettare i concetti di evoluzionismo e selezione naturale, confermati in tutti questi anni da chiare evidenze scientifiche in laboratorio e quindi non solo da osservazioni in natura, dobbiamo immaginarci quanto potesse essere rischioso ai tempi di Darwin affermare che le forme di vita su questa Terra non sono il frutto di una creazione ad hoc, ma la lenta e graduale modificazione di forme di vita primordiali.

Darwin ha cambiato la storia. Le teorie di Darwin hanno dunque cambiato la storia della scienza e dell’uomo in generale che, ancora grazie a queste idee rivoluzionare per il tempo, oggi ci permette di studiare il nostro DNA e comprendere, ad esempio, come sviluppare nuovi trattamenti contro le malattie.