Dal CERN arriva la conferma che quello che si pensava potesse essere un “nuovo” bosone di Higgs in realtà era una fluttuazione statistica, un errore insomma. Secondo i più recenti studi realizzati nel 2016 grazie ai calcoli effettuati dal Large Hadron Collider (Lhc), il superacceleratore di particelle, i fisici del CERN hanno potuto constatare che quella che sembrava una particella sei volte più pesante del bosone di Higgs non esisteva. Il dubbio c'era già e più volte i ricercatori avevano affermato di aver bisogno di ulteriori indagini prima di dare l'annuncio ufficiale che, almeno per ora, non arriverà.

Per giungere a queste conclusione, gli scienziati hanno potenziato l'Lhc in modo da permettere collisioni ad un livello di energia nuovo e mai ottenuto prima che corrisponde a 13 TeV (Teraelettronvolt) e grazie al quale sono stati rivisti e riconsiderati più di 100 risultati passati. Il picco di luminosità ha raggiunto 1 miliardo di collisioni al secondo e, come afferma Frédérick Bordry dal CERN “si tratta di un risultato importante e possiamo essere certi che andremo oltre i nostri obiettivi durante i prossimi esperimenti con l'Lhc”.

Il superacceleratore potenziato ha ricontrollato anche i dati relativi al bosone di Higgs, trovato a un'energia di circa 125 GeV nel 2012, con la nuova energia di 13 TeV con un significato statistico più alto. Ma non è tutto. Gli esperimenti ATLAS e CMS hanno ora nuove e più precise misurazioni dei processi del Modello Standard (la teoria fisica che descrive tre delle quattro forze fondamentali), in particolare per quanto riguarda le interazioni anomale di particelle nella massa elevata.

Insomma, i fisici del CERN sono stati confusi da una particella “fantasma”, ma grazie al superacceleratore a disposizione non è detto che non se ne possano trovare altre.

[Foto copertina di Thomas Mc Cauley/CERN]