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Carne rossa e grassi ancora sotto accusa

Molti studi sono concentrati sugli effetti che le abitudini alimentari hanno sul nostro organismo. Le ultime ricerche sull’argomento, provenienti dalla Harvard Medical School, si soffermano sull’importanza di diminuire le porzioni di carne rossa e grassi per essere più longevi e per abbassare il rischio di infertilità.
A cura di Nadia Vitali
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Molti studi sono concentrati sugli effetti che le abitudini alimentari hanno sul nostro organismo. Le ultime ricerche sull argomento, provenienti dalla Harvard Medical School, si soffermano sull'importanza di diminuire le porzioni di carne rossa e grassi per essere più longevi e per abbassare il rischio di infertilità.

Il consumo di carne rossa è stato spesso associato ad un incremento di patologie e disturbi di vario genere; in ogni caso, tuttavia, sia che si parlasse di una maggiore predisposizione a sviluppare malattie cardiovascolari sia che ci si riferisse alle più elevate probabilità di essere colpiti dal tumore, la relazione tra l'abitudine alimentare che porta a preferire spesso le carni bovine e l'aumento della mortalità restava per lo più poco chiara, non essendo stata ancora adeguatamente investigata. L'ultimo studio della Harvard School of Public Health ha preso in esame una immensa mole di dati ricavata dall'osservazione di migliaia di pazienti in buona salute all'inizio della ricerca, tenuti sotto controllo per oltre vent'anni, nel tentativo di stabilire se sia possibile rilevare un rapporto di causa-effetto tra determinate abitudini alimentari e malattie croniche.

La carne rossa al centro dello studio – Grazie a dei questionari ripetuti ogni quattro anni relativi alla dieta e agli usi di ciascuno in fatto di cibo, ricercatori hanno seguito 37 698 uomini appartenenti all'Health Professionals Follow-up Study (il vasto progetto di ricerca della rinomata istituzione statunitense che raccoglie informazioni relative agli stili di vita e alla salute di migliaia di professionisti di sesso maschile) nell'arco di tempo compreso tra 1986 ed il 2008; e 83 644 donne (del programma Nurses Health Study, nato nel 1976 per monitorare la salute delle infermiere statunitensi, ad oggi uno dei più citati ed usati nei lavori dei ricercatori di tutto il mondo) tra il 1980 e il 2008. I risultati delle osservazioni, pubblicati dalla rivista Archives of Internal Medicine hanno registrato 23 926 decessi; gli studiosi hanno valutato che quelli riconducibili a malattie cardiovascolari o al cancro potevano essere evitati nel 9.3% dei casi per gli uomini e nel 7.6% per le donne se l'ammontare di carne rossa consumata non avesse superato la media di 42 grammi al giorno.

Gli alimenti che aiutano a vivere meglio – Il rischio di mortalità in seguito ad infarto o a tumore aumenterebbe del 12% per porzione giornaliera consumata; percentuale che sale a 13 per tagli non lavorati e addirittura al 20% per la carne trattata a livelli industriali, quella che di norma viene inscatolata o utilizzata per produrre hamburger. Attraverso una serie di accurati calcoli, è stato documentato come la sostituzione quotidiana della quantità di carne rossa con altri cibi tra cui pesce, pollame, frutta secca, legumi, latticini non grassi e cereali integrali è associata ad un forte abbassamento dei fattori di rischio di mortalità, stimato tra il 7% ed il 19%: insomma, il ruolo negativo che ultimamente è stato assunto dalla carne rossa, certamente in seguito anche ad un abuso che ne è stato fatto in particolar modo negli Stati Uniti, continua ad essere confermato dagli studi sull'argomento che, viceversa, sottolineano l'importanza di alimenti come il pesce o le noci, notoriamente ricchi di omega-3, gli acidi grassi importantissimi per molte funzioni del nostro organismo.

I benefici per la salute riproduttiva – Proprio gli omega-3 vengono additati per la loro rilevanza sulla salute riproduttiva maschile, in una ricerca condotta ancora una volta presso la prestigiosa università di Boston e pubblicata dalla rivista Human Reproduction. Analizzando i dati relativi alla qualità dello sperma e alle abitudini alimentari di 99 uomini, gli studiosi hanno rilevato un'associazione tra un elevato consumo di grassi saturi e una diminuzione della concentrazione di spermatozoi nel liquido seminale, osservando inoltre come gli individui che assumevano quantità più alte di cibi contenenti omega-3 presentavano degli spermatozoi più efficienti e in miglior stato di salute; oltre, naturalmente, ad essere in migliore salute essi stessi, confermando ancora una volta che l'abuso di grassi non è un pericolo tanto per l'aspetto estetico quanto, principalmente, per il benessere nella lunga durata.

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