Allevamenti intensivi per la produzione di carne, latte, uova e formaggi, campi coltivati per frutta e verdura: ogni giorno la popolazione mondiale consuma circa il 10% in più di cibo rispetto a quello di cui ha bisogno, mentre il 9% degli alimenti finisce in spazzatura. Questo significa che miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate, mentre ci sono persone che muoiono di fame. Riducendo il sovra consumo e lo spreco, potremmo aiutare l’ambiente e migliorare le nostra salute con diete equilibrate.

A darci questa notizia sono i ricercatori della University of Edinburgh che hanno analizzato i vari step del sistema globale di produzione di cibo per comprendere come ottimizzare gli sprechi. Secondo i calcoli infatti 2,1 miliardi di tonnellate di prodotti immessi sul mercato vengono perse tra il consumo eccessivo, i rifiuti e l’inefficienza dei processi di produzione, un dato questo ancor più preoccupanti di quanto precedentemente calcolato.

Parlando di allevamenti, i ricercatori spiegano che il loro settore è ancor più inefficiente: qui le perdite arrivano al 78%, per un totale di 840 milioni di tonnellate. Circa 1,08 miliardi di tonnellate di raccolto vengono utilizzati per produrre 240 milioni di tonnellate di prodotti animali, inclusi carne, latte e uova: solo questa produzione rappresenta il 40% di tutte le perdite dei raccolti.

Il problema è che la domanda di queste prodotti di origine animale è in continuo aumento, così come il numero di persone che non ne hanno accesso. Tutto ciò incrementa inoltre le emissioni di gas serra, lo sfruttamento delle fonti di acqua e la perdita di biodiversità.

Il nostro futuro è vegetariano? Non è questo l’obiettivo dei ricercatori che invece mirano ad incoraggiare la riduzione del consumo di prodotti di origine animali, degli sprechi e degli abusi come unica soluzione per invertire il trend inquinante in cui ci troviamo attualmente.