Si chiama Captagon ed è stata ribattezzata la “droga dei jihadisti” da quando, in seguito all'autopsia, ne sono state rilevate tracce nel corpo dell'attentatore Seifeddine Rezgui, responsabile dell'attentato sulla spiaggia di Sousse in Tunisia avvenuto lo scorso giugno. Adesso le siringhe ritrovate nella camera dell'hotel in cui alloggiava Abdeslam Salah, il terrorista ricercato, potrebbero confermare l'ipotesi che i terroristi dello Stato Islamico utilizzino davvero questo tipo di sostanze per inibire le emozioni e riuscire a compiere le stragi di cui sono protagonisti.

Il Captagon, cloridrato di fenetillina mescolato con caffeina e teofillina, viene utilizzato in sostituzione all'amfetamina, e, come questa droga, permette un forte rilascio di dopamina, noradrenalina e serotonina, che aumentano le prestazioni fisiche e inibiscono chi ne fa uso.

Il suo consumo si è fortemente sviluppato in questi anni in Medio Oriente. Come spiega l'Organisation Mondiale Des Douane nel “Rapporto sui traffici illeciti – 2013”, il captagon è particolarmente diffuso in Arabia Saudita, Libano, Giordania, Siria, Yemen e Bahrein. I dati relativi ai sequestri mostrano infatti che, se nel 2012 i chili trovati erano stati 3.936, nel 2013 erano invece 11.168.

Questa droga ha ottenuto molto successo poiché, come dicevamo, agisce come le amfetamine che nel mondo arabo sono fortemente vietate e per questo i controlli sono molto più severi. Il captagon, che in Europa non è molto diffuso, un tempo veniva prodotto principalmente il Libano, oggi però il primato va alla Siria considerata uno dei più grandi esportatori al mondo di questa sostanza, ma non solo. Sembrerebbe infatti che lo stesso consumo di Captagon sia aumentato nel Paese dove sia ribelli che forze armate ne farebbero uso per reggere i ritmi della situazione in cui vivono e per farsi coraggio.