I ricercatori hanno creato nanoparticelle ‘intelligenti' in grado di riscaldarsi fino a raggiungere temperature sufficientemente elevate da uccidere il cancro, ma non troppo alte da bruciare i tessuti. Ma come funzionano?

Termoterapia e cancro. In passato i ricercatori hanno dimostrato l'efficacia della termoterapia come trattamento contro il cancro, ma ciò che ne rende difficile l'applicazione nella realtà è il rischio di danneggiare le cellule sane.

Nanoparticelle. Il range ottimale di temperatura utile ad uccidere le cellule tumorali senza fare ulteriori danni varia dai 42°C ai 45°C: le nanoparticelle create dai ricercatori, quando impiantate e utilizzate in sessioni di termoterapia. riescono ad indurre una temperatura che non supera i 45°C. E come ci riescono? Sono in grado di autoregolarsi: in pratica si riscaldano fino a raggiungere i 45°C e poi si ‘spengono'. I test effettuati hanno dimostrato che le nanoparticelle sono anche non tossiche e difficilmente causano danni permanenti che danneggiano il corpo.

Come fanno ad autoregolarsi. I ricercatori spiegano che per raggiungere l'autoregolazione, hanno creato materiali magnetici ‘sintonizzati' con il punto di Curie, quindi con quella temperatura sopra la quale il materiale perde alcune proprietà. La temperatura del punto di Curie è stata però rimodulata in modo da non permettere alle nanoparticelle di scendere sotto i 34°C o di salire sopra i 45°C.

Cura potenziale. Il professor Ravi Silva, dell'Università di Surey che ha effettuato lo studio, ci spiega che le nanoparticelle da loro sviluppate possono rappresentare una vera e tangibile speranza per le persone con il cancro: “Se possiamo tenere questo trattamento contro il cancro a temperature alte abbastanza per uccidere il cancro e basse abbastanza per non fare danni, possiamo offrire un trattamento senza seri effetti collaterali”.