Una procedura semplice e non invasiva permette ai medici di capire per quanto tempo possa sopravvivere un paziente con metastasi nel cervello e se sia in grado di rispondere adeguatamente all'immunoterapia. La scoperta arriva dai ricercatori dell'Università di Liverpool che sulla rivista Cancer Research hanno pubblicato il loro studio intitolato “T cell densities in brain metastases are associated with patient survival times and diffusion tensor MRI changes”. Vediamo nel dettaglio come funziona.

Tumori secondari e risposta cellulare. Per capire come mai alcuni pazienti con tumori secondari al cervello abbiano maggiori aspettative di vita rispetto ad altri, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di risonanza magnetica grazie alla quale si ottengono immagini biomediche, anche tridimensionali, per analizzare il tumore al cervello di alcuni pazienti e quindi campionare le stesse aree del cervello per osservarle con test biochimici comparativi. Così facendo gli esperti hanno scoperto che maggiore è il livello di cellule immunitarie reattive intorno a questi tumori, più a lungo sopravvive il paziente, indipendentemente dal tipo di cancro o di altri parametri biologici.

Cosa significa. “Questi risultati ci suggeriscono che il sistema immunitario tiene sotto controllo alcuni tumori metastatici e che il monitoraggio di una sola metastasi nel cervello è da considerasi un rifletto del controllo di tutto il corpo sulla malattia” spiega il professor Rudland che ha partecipato allo studio. Insomma, osservando il cervello con una procedura indolore, i medici possono capire se l'immunoterapia può essere efficace sul paziente.

Cancro e immunoterapia. I tumori più complicati non sono tanto quelli primari, che possono essere rimossi con chirurgia, ma la loro diffusione, o metastasi, ad altri organi in cui formano tumori secondari che, a loro volta, possono indicare la presenza di altri tumori in altre parti del corpo responsabili spesso della morte del paziente. Negli ultimi anni i ricercatori hanno scelto di trattare i tumori con l'immunoterapia (stimolare il sistema immunitario per contrastare il cancro) che però non è efficace per tutti i pazienti e tutte le tipologie di cancro: ecco perché poter comprendere prima se e come applicare l'immunoterapia senza procedure invasive può rappresentare una grande rivoluzione in campo medico.