20 Giugno 2018
18:35

Cancro: aperta la caccia alle cellule che si nascondono dalle cure e danno vita a metastasi

Uno studio di una ricercatrice italiana, presentato ad un convegno sui tumori dormienti e le recidive, scopre come le metastasi riescano a sopravvivere anni nascoste nel nostro corpo senza dare segni della loro presenza. Il loro segreto sta nel farsi alimentare dalle cellule confinati le quali vengono corrotte per nutrire il tumore fino all’attivazione.
A cura di Lorenzo Fargnoli

É stato scoperto come le metastasi riescano a rimanere dormienti per anni, dando vita a successivi nuovi tumori, dopo la cura di quello originario. Al convegno sui tumori dormienti apertosi a Montreal in Canada una ricercatrice italiana presenta uno studio che spiega la capacità di queste cellule di rimanere nascoste, aprendo nuove importanti frontiere per la cura del cancro.

Metastasi dormienti. Queste cellule tumorali si staccano dalla massa tumorale principale e viaggiano attraverso il corpo usando come mezzo i vasi sanguigni. Una volta fermatesi, entrano in uno stato di letargo che può durare anche molti anni. Cosa a un certo punto attivi le metastasi dormienti è tutt'ora sconosciuto. Ma un passo importante è stato fatto, i ricercatori del Francis Crick Institute fra cui Ilaria Malanchi hanno scoperto che la sopravvivenza di queste cellule è dovuta alla loro capacità di modificare le cellule confinanti, rendendole partecipi alla crescita del tumore stesso ed alla sua alimentazione "corrompendole".

Problema. Fra il 20% e il 90% dei pazienti oncologici non ha segni di presenza di metastasi, ma la letteratura clinica dimostra che una buona percentuale di questi presenterà una recidiva, spesso con esiti nefasti. Il congresso "Cancro silente e recidiva" propone di affrontare questo lato emergente nella ricerca oncologica per aumentare la consapevolezza e gli sforzi di ricerca e rafforzare ulteriormente la conoscenza della biologia sulle metastasi.

Ipotesi di cura. Questo stato dormiente le mette al sicuro dalle moderne cure antitumorali che individuano e distruggono le cellule che si dividono con una maggiore velocità come i tumori aggressivi (o i capelli). "Il fatto che le cellule dormienti non sono attive" ha spiegato Ilaria Malanchi "le rende totalmente immuni da qualunque tipo di trattamento". La ricerca quindi si sta attivando per cercare queste cellule nel corpo del malato oncologico e per interrompere il rapporto con il substrato cellulare corrotto attorno alla metastasi, impedendo la sua nutrizione e quindi la proliferazione del tumore in nuovi processi tumorali.

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