La lotta contro il cancro al seno ha fatto un nuovo passo in avanti, questa volta i risultati ottenuti dai ricercatori ci permettono di sperare in un vaccino efficace. Ma partiamo dal principio. I ricercatori hanno notato che esiste una proteina, HER2, che è sovraespressa nel 20-25% dei casi di tumore al seno ed è associata a casi aggressivi con prognosi negative. Studi precedenti hanno dimostrato che le cellule del sistema immunitario sono meno in grado di riconoscere e colpire le cellule tumorali che esprimono l'HER2 e questa difficoltà incrementa con il progredire della malattia.

Gli scienziati del Moffitt Cancer Center, come spiegato all'interno dello studio intitolato “Dendritic Cell Vaccination Enhances Immune Responses and Induces Regression of HER2pos DCIS Independent of Route: Results of Randomized Selection Design Trial” e pubblicato su Clinical Cancer Research, consapevoli del rapporto tra l'HER2 e la gravità del tumore, hanno capito che, per poter sconfiggere questa proteina avrebbero dovuto stimolare il sistema immunitario a riconoscerla e colpirla già dalle prime fasi della malattia.

Per riuscirci hanno sviluppato un vaccino che aiuta il sistema immunitario a riconoscere l'HER2 nel cancro al seno partendo dalle cellule dendritiche prelevate da ogni singola paziente che ha partecipato al test e in base alla quale è stato personalizzato il trattamento.

Un volta realizzato, il vaccino è stato testato su 54 donne, alle quali è stato iniettato per sei settimane nel linfonodo o nel tumore, o in entrambi i siti. In tutti i casi non sono stati evidenziati particolari effetti collaterali, giusto un po' di stanchezza.

Al termine del trattamento, i ricercatori hanno potuto constatare l'attivazione del sistema immunitario delle pazienti, per 13 delle quali il tumore è completamente scomparso. Ovviamente sono necessari ulteriori studi prima di poter cantare vittoria contro il cancro al seno, ma i risultati ottenuti fanno comunque ben sperare.