Un farmaco comunemente utilizzato per curare l'osteoporosi può ridurre il rischio recidiva di cancro al seno se abbinato al blocco della riduzione degli estrogeni, questo è quanto hanno scoperto all'Istituto dei Tumori di Napoli, dopo 14 anni di studio portati avanti dal direttore dell'Unità Sperimentazioni Cliniche del Pascale, Francesco Perrone. La notizia è stata divulgata in occasione del XX Congresso Europeo di Oncologia di Monaco, ma vediamo insieme i dettagli.

Un trattamento specifico. Va detto innanzitutto che il farmaco utilizzato per curare l'osteoporosi, e che si chiama Hoboe va abbinato al blocco della produzione di estrogeni e questo permette di aumentare le probabilità di sopravvivenza libera d malattia. Attenzione però, questi vantaggi riguardano le donne in pre-menopausa, colpite da carcinoma mammario. “Il trattamento adiuvante con l'acido zoledronico più la terapia ormonale con letrozolo aumenta significativamente la sopravvivenza libera da malattia rispetto al tamoxifene, finora usato, in donne che al momento della diagnosi hanno ancora una normale attività mestruale”, spiega Francesco Perrone che prosegue “E proprio la combinazione dei due farmaci produce i risultati migliori in termini di efficacia, portando dal 15 per cento al 7 la percentuale di donne che a 5 anni dall'inizio della terapia hanno una recidiva della malattia”.

Ancora conferme. L'esperto spiega che i risultati dello studio dovranno ancora essere confermati nei prosismi anni durante i quali verranno osservate le condizioni di salute delle donne che partecipano alla sperimentazione. “Se i risultati porteranno alle aspettative che ci auspichiamo – dice Michelino de Laurentiis, direttore della Senologia del Pascale – Hoboe potrebbe rappresentare un ulteriore passo in avanti nell'ottimizzazione della terapia ormonale precauzionale delle donne giovani colpite da tumore alla mammella”. Insomma il Pascale potrebbe rappresentare ancora una volta un luogo di avanguardia scientifica e noi aspettiamo i risultati della ricerca.