28 Ottobre 2020
13:21

Calcolato l’impatto della chiusura delle scuole sulla diffusione del coronavirus

Secondo il rapporto del comitato scientifico per le emergenze (Sage) del Regno Unito, la chiusura delle scuole di ogni grado ha un impatto moderato sulla diffusione del virus, riducendo l’indice Rt di circa 0,2-0,5 punti. Più significativi gli effetti dello stop delle attività in presenza nelle scuole di secondo grado.
A cura di Valeria Aiello

La chiusura delle scuole di ogni grado per contrastare la diffusione del coronavirus ha un impatto moderato sulla trasmissione all’interno della comunità. Lo indica un recente rapporto del comitato scientifico per le emergenze (Sage) del Regno Unito che ha calcolato gli effetti dell’interruzione dell’attività didattica in presenza sull’indice di contagio Rt, il parametro utilizzato per indicare la potenzialità di trasmissione del virus.

L'impatto della chiusura delle scuole su Rt

Secondo gli esperti, la chiusura di tutte le scuole “è associata a una riduzione di Rt di circa 0,2-0,5 punti” mentre la chiusura delle scuole di secondo grado potrebbe essere più efficace, determinando una riduzione pari a 0,35 punti. D’altra parte, gli scienziati ritengono “alto” l’impatto sociale e psicologico dell’interruzione dell’attività scolastica, tra l’altro associato a una maggiore dispersione scolastica e a maggiore influenza negativa sul benessere fisico e mentale dei bambini più vulnerabili e appartenenti a famiglie a più basso reddito.

Con l’accelerazione dell’epidemia in Europa, quasi la metà di tutti i nuovi casi globali i Covid-19 registrati nel corso dell’ultima settimana sono stati segnalati nel Vecchio Continente. In tal senso, diversi Paesi stanno reintroducendo blocchi e misure restrittive per contenere la trasmissione di Sars-Cov-2. Le situazioni più critiche si registrano in Belgio, Francia, Olanda e Repubblica Ceca, poi in Spagna e Regno Unito e infine in Italia, Germania e Svezia, dove l’indice Rt è tornato sopra la soglia di guardia di 1. La variazione di Rt descrive dunque l’andamento dell’epidemia e l’efficacia degli interventi adottati per contenerla.

Nelle scuole italiane, la reale trasmissibilità di Sars-CoV-2 nelle scuole non è ancora nota, così come l’impatto che potranno avere le misure di riorganizzazione scolastica adottate. Più in generale, non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano Sars-CoV-2 rispetto agli adulti, sebbene vi sia evidenza che la carica virale di sintomatici e asintomatici, e quindi il potenziale di trasmissione, non sia statisticamente differente. Un dato parziale in riferimento al contagio in ambienti scolastici è arrivato dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità che indica come la trasmissione del virus dentro le scuole sia limitata: i focolai a scuola nella settimana dal 12 al 18 ottobre sono stati il 3,5% di tutti i nuovi focolai registrati in Italia. "La settimana precedente – ha fatto notare il Ministro dell Istruzione Lucia Azzolina – erano stati il 3,8%, quindi il numero di focolai dentro le scuole è addirittura sceso, in proporzione al totale”.

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