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Caffè e diabete, negli scarti dei chicchi ci sono composti antinfiammatori: ecco quali

Gli scarti del caffè, come la buccia, sono presenti composti fenolici che hanno la capacità di contrastare le infiammazioni e che sono ottimi contro l’insulino-resistenza. Vediamo insieme cosa c’è da sapere sulle potenzialità curative degli scarti del caffè e come gli esperti sono giunti a questa conclusione.
A cura di Zeina Ayache
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Negli scarti dei chicchi di caffè sono presenti composti antinfiammatori che alleviano le malattie croniche come l’insulino-resistenza. Vediamo insieme come gli esperti sono giunti a questa conclusione, quali parti degli scarti del caffè sono potenzialmente benefici e cosa c’è da sapere.

Gli scarti del caffè hanno potenzialità benefiche per il nostro stato di salute, nello specifico gli esperti fanno sapere che la buccia che copre i chicchi, così come la silverskin, contengono un composto antinfiammatorio in grado di alleviare le malattie croniche. Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno testato due estratti degli scarti del caffè, che sono due composti fenolici e cioè l’acido protocatechuico e l’acido gallico, sulle cellule adipose dei topi e hanno scoperto che sono in grado di ridurre l’infiammazione indotta dal grasso nelle cellule e di migliorare l’assorbimento del glucosio e la sensibilità all’insulina.

Nello specifico, gli esperti spiegano di avere effettuato i test sui macrofagi, cioè cellule che hanno un ruolo nella fagocitosi e nella risposta immunitaria, che sono presenti nel tessuto adiposo. Quando il tessuto adiposo cresce eccessivamente, queste cellule agiscono stimolando l’infiammazione e lo stesso ossidativo. I composti presenti negli scarti del caffè sono in grado di contrastare proprio questo effetto.

Quanto scoperto dai ricercatori sembra essere promettente per quanto riguarda la lotta contro le malattie croniche legate all’obesità, come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolare.

Lo studio è interessante perché si concentra su prodotti di scarto dell’industria del caffè che però, come dimostrato, hanno un enorme potenziale curativo e che quindi dovrebbero essere sfruttati invece che buttati.

La ricerca, intitolata “Phenolic compounds from coffee by-products modulate adipogenesis-related inflammation, mitochondrial dysfunction, and insulin resistance in adipocytes, via insulin/PI3K/AKT signaling pathways”, è stata pubblicata su Food and Chemical Toxicology.

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