Il Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO) ha ‘catturato' per la terza volta in 18 mesi un'onda gravitazionale ‘nata' dalla collisione di due buchi neri avvenuta a 3 miliardi di anni luce da noi. L'annuncio arriva oggi, ma la scoperta è avvenuta lo scorso 4 gennaio 2017 e rappresenta la terza prova delle onde gravitazionali.

I buchi neri coinvolti. Gli scienziati del LIGO sono riusciti a determinare che i due buchi neri coinvolti erano rispettivamente 19 e 32 volte più grandi del Sole e, per queste loro masse, sono ora considerati una misteriosa ‘nuova' popolazione di buchi neri con masse non conosciute prima dagli astronomi. Secondo i calcoli, il buco nero che è ‘nato' dal loro incontro è circa 49 volte il nostro Sole.

Energia sprigionata. Ma se 19 più 32 fa 51, com'è possibile che il nuovo buco nero sia grande 49 volte il Sole? I ricercatori spiegano che dalla collisione dei due buchi neri e dalla formazione dell'evento Gw170104 si è sprigionata un'energia pari a due masse solari che hanno disturbato lo spazio-tempo al punto da generare, in un ‘battito di ciglia', le onde gravitazionali che oggi, a 3 miliardi di anni di distanza, il LIGO è riuscito a rilevare.

Tre indizi fanno una prova. “La prima volta è un caso, la seconda è una coincidenza, la terza diventa una certezza” queste le parole utilizzate dai ricercatori che, con quanto ‘catturato' a gennaio, hanno ottenuto la terza rilevazione di onde gravitazionali. Nel primo caso la massa totale fu calcolata di 65 masse solari, nel secondo invece ‘solo' di 22.

Einstein aveva ragione. Quanto scoperto dimostra, ancora una volta, che la teoria di Albert Einstein sulle onde gravitazionali era corretta. Ma cosa sono le onde gravitazionali? In pratica rappresentano il segno lasciato da un corpo che, nello spazio-tempo, subisce un'accelerazione: si tratta di una deformazione della curvatura dello spazio-tempo che, appunto, il LIGO è riuscito a captare.

[Foto di Caltech – LIGO]