Gli effetti della mano dell'uomo sull'evoluzione degli animali non sono visibili soltanto osservando i danni arrecati alle razze canine. Dall'Africa arriva infatti la preoccupante notizia della riduzione della crescita delle zanne degli elefanti che, secondo i ricercatori, sarebbe una conseguenza evoluzionistica del bracconaggio: a furia di tagliargli le zanne, gli elefanti, per difendersi, hanno modificato il loro DNA al punto da smettere di farle ricrescere?  Non è proprio così.  Insomma, non bastava il rischio estinzione, adesso gli elefanti si trovano a dover vivere senza quelli che sono gli strumenti utili a procurarsi il cibo e a difendersi, per i maschio inoltre sono necessarie durante i combattimenti.

A confermare questa amara scoperta è la ricercatrice Joyce Poole che sta studiando gli elefanti che vivono nel Gorongosa National Park in Mozambico e che hanno subito gli effetti del bracconaggio durante i 15 anni di guerra civile terminata nel 1992. Secondo le analisi e le osservazioni effettuate, la ricercatrice è giunta alla conclusione che molte femmine di elefante del gruppo oggi non hanno le zanne. Come è possibile?

Partiamo dal presupposto che di solito gli elefanti hanno le zanne, ma c'è una percentuale, tra il 2 e il 6%, di femmine e anche alcuni maschi, che non ce le hanno. Secondo la ricercatrice, il bracconaggio avrebbe permesso ai soggetti appartenenti a questo gruppo, quindi senza zanne, di sopravvivere e riprodursi di più rispetto agli altri: questo avrebbe portato alla trasmissione ai figli dei geni "senza zanne" (per intenderci).

Questo tipo di selezione (in)naturale avrebbe comportato la perdita delle zanne per il 50% delle femmine di elefante che sono sopravvissute al lungo periodo di bracconaggio intensivo e il 33% delle femmine più giovani nate in seguito.