Nella guerra tra i capi di intimo maschile, i vincitori per la maggior concentrazione di sperma garantita agli uomini sono i boxer larghi. A darci questa notizia sono i ricercatori della European Society of Human Reproduction and Embriology che sulla rivista Human Reproduction hanno pubblicato lo studio intitolato “Type of underwear worn and markers of testicular function among men attending a fertility center”. Ma perché?

Boxer larghi vs attillati. Già da tempo i ricercatori stanno cercando di capire quali boxer siano più adatti al mantenimento della fertilità maschile e, per la prima volta, potremmo avere una risposta scientifica che non tiene conto unicamente della qualità dello sperma, ma considera anche la funzione testicolare come le condizioni degli ormoni riproduttivi ed eventuali danni al DNA dello sperma stesso. Tutto ciò serve per comprendere quale intimo possa influenzare il regolatore chiave dello sviluppo sessuale e la riproduzione, l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadico.

Lo studio. Per giungere alle loro conclusioni, gli esperti hanno chiesto la partecipazione di un gruppo di 656 uomini fidanzati e di età compresa tra i 18 e i 56 anni con un indice di massa corporea di 26 e che non si era sottoposti a vasectomia. Agli uomini è stato chiesto un campione di sperma e un campione di sangue ed sono stati sottoposti ad un questionario per comprendere il tipo di intimo utilizzato più frequentemente negli ultimi tre mesi.

Quali boxer hanno vinto. Dai dati raccolti è emerso che il 53% degli uomini aveva dichiarato di utilizzare boxer larghi, a questo gruppo appartenevano maschio più giovani e magri e che tendevano a farsi più bagni caldi rispetto a coloro che invece indossavano biancheria più aderente. In generale, gli uomini che principalmente indossavano boxer larghi avevano una concentrazione di sperma il 25% superiore, il 17% in più di spermatozoi, il 33% in più di spermatozoi attivi in una singola eiaculazione e il 14% in meno di ormone ormone follicolo-stimolante (FSH, follicle-stimulating hormone).

Ma come è possibile? Il ricercatore Mínguez-Alarcón spiega che “potrebbe esserci un meccanismo di compensazione in caso di diminuzione della produzione di sperma”. In pratica la presenza di un livello maggiore di ormone ormone follicolo-stimolante (FSH, follicle-stimulating hormone) potrebbe essere inversamente proporzionale al numero di spermatozoi.

[Foto di Sammy Zimmermanns]