Una storia da american dream, che solo negli Stati Uniti poteva realizzarsi: è quella di Ruggero Scorcioni, neuroscienziato che ha sviluppato un'applicazione per bloccare le chiamate in arrivo quando il nostro cervello è concentrato su qualche compito che richiede di non essere disturbato, ricevendo un premio di 30mila dollari per avviarne la commercializzazione. Ruggero Scorcioni era la persona giusta per riuscirci. Dopo aver lavorato per molti anni come programmatore, a 29 decide di studiare neuroscienze, allo scopo di svelare i segreti del cervello dopo che a sua nonna viene diagnosticata la sindrome di Alzheimer. Si trasferisce negli Stati Uniti, dove consegue il dottorato alla George Mason University, per poi ottenere un assegno di ricerca al Neurosciences Institute in California. Qui, mentre è concentrato nelle sue ricerche, comincia a ricevere un mucchio di telefonate indesiderate. "Scoprii che qualcuno aveva messo il numero del mio interno su Google Maps al posto del numero del centralino dell'Istituto", spiega al Wired Next Fest, dove ha presentato la sua invenzione. Una coincidenza, insomma, che lo porta a pensare a un modo di bloccare le telefonate indesiderate quando siamo concentrati in attività che non permettono distrazioni. Ci riesce sfruttando le onde cerebrali, ricevibili da un casco che informa la centralina telefonica della nostra inconscia indisponibilità a essere disturbati. Così, le telefonate vengono bloccate: chi ci chiama riceve una notifica del tipo "do not disturb". All'hackathon di Las Vegas organizzata dalla compagnia AT&T, Ruggero Scorcioni vince il primo premio di 30mila dollari. E oggi lavora per portare la sua invenzione in tutte le case.