Due giraffe bianche, un adulto e un cucciolo, sono state immortalate dalle telecamere dei ranger dell'Hirola Conservation Program nel parco a nord est del Kenya: le immagini rappresentano una vera rarità poiché non è facile osservare simili esemplari. Ma perché sono bianche?

Leucismo vs albinismo. Le giraffe bianche africane sono affette da leucismo che implica la mutazione di un gene che conferisce il colore bianco al manto di un animale, che però di solito è di un altro colore: prporio come nel caso delle giraffe. Il leucismo, in apparenza, può essere scambiato con l'albinismo, ma è in realtà non lo è poiché gli occhi mantengono lo stesso colore naturale, diversamente negli albini anche l'iride è caratterizzata da albinismo (che implica invece un deficit totale o parziale della pigmentazione melaninica in pelle, iride, peli, capelli). Un'altra differenza tra le due condizioni riguarda la fotosenbilità, chi è affetto da leucismo ha meno problemi rispetto a chi invece è albino.

Le giraffe del Kenya. Sul loro blog, i responsabili del Hirola Conservation Program fanno sapere di aver osservato le due giraffe, il cucciolo e la mamma, già all'inizio di giugno, si è trattato per loro, così come lo è adesso per noi, di un momento affascinante vista la rarità: “Erano vicino a noi ed erano molto calme, non sembrano essere disturbate dalla nostra presenza” raccontano ancora emozionati. “La madre continuava a spostarsi avanti e indietro mandando segnali al piccolo di nascondersi dietro ai cespugli – spiegano i ranger – questo è il classico comportamento delle madri selvatiche che mettono in atto per prevenire l'uccisione di figli e proteggerli”.

Leucismo più diffuso. Le persone sul posto spiegano che il piccolo mostrava più ‘chiazze' rispetto alla madre, che invece sembrava quasi completamente bianca: l'ipotesi è che gli effetti del leucismo diventino più evidenti con il passare degli anni. In generale però sono sempre di più gli esemplari affetti da leucismo: la prima giraffa bianca è stata vista nel giugno 2016 nel Tarangire National park, in Tanzania, mentre una seconda è stata osservata nel marzo 2016 nel Ishaqbini conservancy, Garissa county, Kenya.

[Foto di Hirola Conservation Program]