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Batterio killer: ancora aperta la caccia al vettore

Procedono con molta lentezza le indagini delle autorità tedesche sul vettore responsabile della trasmissione del batterio dell’Escherichia Coli, che ha provocato 38 morti e oltre 3000 contagiati. Oggetto di studio sono ora i germogli di broccoli, aglio e finocchio.
A cura di Giuseppe Tramontin
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Batterio killer

Sembrano procedere a tentativi le indagini dell'Istituto federale di vigilanza sanitaria tedesco sull'origine del batterio dell'Escherichia Coli, che ha causato un'ondata di panico in tutta Europa. Molti sono stati i possibili vettori e veicoli del batterio presi in considerazione, ma quasi tutti sono stati definitivamente assolti a seguito di accurate indagini scientifiche, risultate negative ad esempio per il batterio di soia, richiamato in causa più volte, ma sempre "scagionato".

Le analisi di laboratorio acquistano sempre più le caratteristiche di una rocambolesca indagine, con assolti e indagati che si continuano ad aggiungere al registro dei sospettati. La maggior parte di questi è di origine vegetale, con gravi disagi alle economie agricole dei paesi del Centro Europa, che hanno registrato un decremento dell'80% dei consumi ortofrutticoli; il calo si è registrato particolarmente con i cetrioli spagnoli, primi ad essere oggetto di analisi, ma assolti poco dopo. Come ricorderete, nacque anche una polemica tra Spagna e Germania, che subito addossò le colpe della trasmissione del batterio al governo iberico. Per gli ingenti danni prodotti, nel consiglio straordinario di tutti i i ministeri dell'Agricoltura convocato in Lussemburgo sono stati stanziati oltre 200 milioni di euro, che figurano come compensazioni finanziare per il comparto agricolo.

Molta preoccupazione ha destato il ricovero, in Francia, di sei bambini che hanno contratto un'infezione alimentare legata ad un tipo raro di batterio di E. coli, anche sei i medici hanno dichiarato che le loro condizioni sono "gravi" ma non preoccupanti. L'infezione si è manifestata con una forte diarrea emorragica e, secondo le prime analisi, sarebbe dovuta al consumo di hamburger surgelati, ma pare non abbia nulla a che vedere con l'epidemia tedesca.

Mentre il numero delle vittime sale a 38, dopo essere stati assolti i germogli di soia, sul banco degli imputati salgono i germogli di broccoli, aglio e fieno greco, consumati da cinque uomini, colpiti ora dall'infezione. I cinque sono dipendenti della Gaertnerhof, il vivaio della Bassa Sassonia da cui è partita l'epidemia, chiuso a seguito di alcuni provvedimenti del governo federale. L'azienda produceva 18 tipi di germogli, tra cui la soia e quindi ancora lunga potrebbe essere la lista dei germogli sospettati, che lasciano sempre aperta la caccia al batterio killer.

Il batterio non ha diminuito, però, la sua forza, anche se il numero delle infezioni registrate è in calo. Proprio in questi giorni, il ministro della Salute tedesco, Daniel Bahr, ha tenuto a precisare che il pericolo non è affatto terminato, nonostante anche il numero dei decessi sia limitato. Il ministro tedesco non esclude nuovi casi di E.coli, anche se è ottimista sul risultato finale delle indagini in corso, che dovranno stabilire il reale responsabile dell'epidemia.

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