Bere regolarmente alcol fa male alla salute, bastano infatti 5 pinte di birra o 5 bicchieri a settimana per ridurre la durata della nostra vita: queste bevande infatti incremento il rischio di infarti, aneurismi fatali, ictus e morte. La conferma arriv dalla Univeristy of Cambridge che su Lancet ha pubblicato lo studio intitolato “Risk thresholds for alcohol consumption: combined analysis of individual-participant data for 599 912 current drinkers in 83 prospective studies”.

Limitare l'alcol. L'alcol è una bevanda che tutti noi siamo abituati a consumare e difficilmente ci chiediamo se e quanto faccia male. Culturalmente infatti noi cresciamo con la convinzione che un po' di vino o di birra facciano bene alla salute e viviamo quotidianamente circondati da negozi che legalmente li vendono. Nella realtà dei fatti però l'alcol potrebbe essere considerato al pari delle droghe illegali, se consideriamo che determinate dosi, neanche eccessive, sono in grado di ridurre la nostra aspettativa di vita o di danneggiare il nostro stato di salute.

Quanto alcol. La conferma arriva dai ricercatori che hanno analizzato le abitudini di 600.000 persone di 19 diversi paesi e ne hanno verificato l'età, il vizio del fumo, storia familiari di diabete, livello di istruzione e occupazione lavorativa. Dai dati raccolti è emerso che coloro che bevono in una settimana più di 100 grammi di puro alcol o 5 pinte di birra da 4% o 5 bicchieri di vino da 13% e da 175ml stanno mettendo a rischio la loro salute: queste dosi infatti riducono l'aspettativa di vita. Se il numero sale a 10, il rischio è di vivere da uno a due anni in meno a causa dell'alcol, se si arriva a 18, la vita si accorcia di quattro/cinque anni.

Come è possibile. Le ricerche di questi ultimi anni hanno dimostrato che il consumo di alcol è associabile ad diverse malattie cardiovascolari, ad un maggior rischio di ictus, infarti, aneurismi fatali e ipertensione fatale.

Magra consolazione. Sì è vero che il consumo di alcol riduce il rischio di attacchi cardiaci non fatali, ma il paragone non sussiste se consideriamo il lungo elenco di rischi di cui abbiamo parlato poco sopra.