Gli scienziati stanno testando gli effetti della microgravità sullo sperma umano per considerare l’ipotesi di creare una banca di sperma fuori dalla Terra. La notizia, che sembra superare la fantascienza, è la dimostrazione che l’essere umano si sta realmente preparando a trasferirsi su altri Pianeti. Vediamo quali test sono stati effettuati e quali sono le conseguenze della microgravità sulla sperma congelato e su quello ‘fresco’.

Sperma nello spazio. Gli scienziati si sono chiesti quali fossero gli effetti della microgravità sullo sperma umano per comprendere la possibilità di costruire una banca dello sperma fuori dalla Terra. La notizia arriva dall’Annual Meeting della ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) e mostra quanto scoperto dai ricercatori. La volontà di questo studio è in linea con le ricerche effettuate per comprendere gli effetti della microgravità sul sistema cardiovascolare, dell’apparato muscolo-scheletrico e del sistema nervoso centrale e con il crescente investimento sui viaggi spaziali che prossimamente ci riporteranno prima sulla Luna e poi su Marte (o per lo meno questi sono i progetti ai quali stanno lavorando le agenzie spaziali).

Come la microgravità influenza lo sperma umano. Dopo aver ricreato le condizioni di microgravità dello spazio, gli scienziati ne hanno osservato gli effetti sullo sperma, sia congelato sia ‘fresco’ e hanno scoperto che, rispetto alle condizioni sulla Terra, quello congelato si mantiene pressoché identico. Nello specifico, analizzando la concentrazione di spermatozoi, la motilità, la vitalità, la morfologia e la frammentazione del DNA, gli esperti hanno verificato che: lo sperma congelato in microgravità mantiene il 100% della frammentazione di DNA e la vitalità e il 90% di concentrazione e motilità. Insomma, da questi risultati possiamo dire che volendo un giorno potremmo creare una banca dello sperma nello spazio.

E lo sperma ‘fresco’? Per quanto riguarda invece lo sperma ‘fresco’, le radiazioni dell’ambiente spaziale hanno effetti negativi che possono portare ad una temporanea infertilità.

A cosa serve questo studio. Come spiegano i ricercatori, “Se il numero delle missioni spaziali aumenterà nei prossimi anni e avrà una durata maggiore, è importante studiare gli effetti dell'esposizione a lungo termine allo spazio per affrontarli. Non è irragionevole iniziare a pensare alla possibilità di riproduzione oltre la Terra”. Davvero un giorno metteremo al mondo figli nello spazio?