In alcuni bambini la diagnosi di autismo è ‘scomparsa’ e i ricercatori hanno alcune ipotesi su come sia stato possibile, inoltre spiegano quali siano gli effettivi benefici di interventi mirati utili da eseguire una volta ricevuta la diagnosi, quando i bambini sono ancora piccoli. Ecco cosa c’è da sapere.

‘Guarire’ dall’autismo. Innanzitutto va detto che il verbo ‘guarire’ non è corretto, l’autismo infatti non è classificato come una malattia, ma è un disturbo del neurosviluppo. Per le sue caratteristiche, l’autismo è stato considerato un disturbo non guaribile che dunque accompagna a vita la persona a cui è stato diagnosticato. Un nuovo studio però offre nuove speranze sulla possibilità di intervenire sul disturbo di fatto arrivando al punto di non riscontrarlo nei soggetti a cui invece era stato diagnosticato. Ma vediamo nel dettaglio lo studio.

Lo studio. Tra il 2003 e il 2013, gli scienziati hanno seguito 569 pazienti a cui era stato diagnosticato il disturbo dello spettro autistico. I bambini, seguiti dai 2 anni e mezzo ai 6 anni e mezzo, sono stati sottoposti ad alcune terapie mirate sul linguaggio e il comportamento. Al termine dello studio, il 7% dei bambini, 38, non soddisfava più i criteri utilizzati per la diagnosi dell’autismo. Al 68% di questi sono state diagnosticate disabilità del linguaggio e nell’apprendimento, al 49% problemi di attenzione e iperattività, al 24% disturbi dell’umore, ansia, mutismo selettivo o disordine ossessivo compulsivo e al 5% psicosi e altri disturbi mentali, ma nell’insieme i soggetti non erano considerabili autistici. E non è tutto. 3 dei 38 bambini non mostravano alcuna disabilità dai test cognitivi, insomma “sono guariti dal disturbo dello spettro autistico e non avevano problemi”, dichiarano gli esperti.

Come è possibile? Gli esperti non sanno esattamente come sia possibile quanto hanno scoperto, si chiedono se forse per alcuni di questi bambini la diagnosi di autismo eseguita in passato non fosse errata, o se le terapie utilizzate siano risultate efficaci al punto da permettere il recupero dei deficit tipici del disturbo. "La nostra sensazione è che alcuni bambini con autismo rispondano alle terapie mentre altri abbiamo traiettorie evolutive uniche che portano al miglioramento. Quei bambini che evolvono in una direzione positiva generalmente hanno i sintomi più lievi in fase di diagnosi”, spiegano gli esperti.