Un farmaco contro i tumori potrebbe curare i bambini affetti da autismo se somministrato nei primi anni di vita. A causa dell'estrema varietà di cause mediche rilevate e di forme in cui si presenta, i progressi nel comprendere i meccanismi biologici che predispongono l'autismo sono lenti e complessi. Un team di ricercatori, guidato dal professor Riccardo Brambilla dell'Università di Cardiff, ha scoperto che un farmaco oncologico sperimentale può potenzialmente rallentare e persino porre fine definitivamente ai sintomi associati a una forma genetica di autismo e legati alla presenza di una proteina di nome ERK2 (almeno nei topi).

Scoperta. La mancanza di una proteina denominata ERK1, causata da una mutazione al cromosoma 16, porta ad un'attivazione anomala di un'altra proteina, ERK2. Questa proteina, già accusata di provocare la proliferazione tumorale, è ora sotto i riflettori degli "investigatori scientifici" per l'insorgere di una forma di autismo genetico molto comune. Secondo i ricercatori lo squilibrio biochimico della ERK porterebbe a disturbi sociali, emotivi e comunicativi.

Metodo. Gli studiosi hanno selezionato un gruppo di topi con la stessa mutazione e sintomi riconducibili a quelli dell'autismo. Dopo la somministrazione di un farmaco antitumorale specifico per la ERK a roditori gravidi, si sono accorti che non solo le "madri" diminuivano significativamente i sintomi, ma che i piccoli roditori nascevano perfettamente sani.

Speranze. Il prossimo passo della ricerca adesso è quello di passare alla sperimentazione sull'uomo. Solo in Italia questa sindrome colpisce a vario titolo tra le 300.000 e le 500.000 persone, negli Stati Uniti i bambini con disturbo dello spettro autistico sono 1 su 59. Il numero di casi è in continuo aumento e i ricercatori non capiscono se sia per una maggiore capacità di diagnosi o vi siano altre cause. "Nell'essere umano la somministrazione in gravidanza riscontra molte più difficoltà che nel topo"  dicono i ricercatori, ma la loro speranza è quella di poter somministrare il farmaco anti ERK2 nei primi 3 anni di vita del bambino, periodo dove sono riscontrabili per la prima volta i sintomi.