Caterina Simonsen ha 25 anni, vive dalle 16 alle 22 ore attaccata al respiratore, è finita quattro volte in rianimazione, soffre di quattro malattie rare (immunodeficienza primaria, deficit di proteina C e proteina S, deficit di alfa-1 antitripsina, neuropatia dei nervi frenici) e di altre più comuni. E su Facebook in tanti le augurano la morte. Il linciaggio morale della rete è partito quando la giovane studentessa di veterinaria, che non mangia carne, ha postato una sua foto mentre reggeva, con il respiratore in bocca, un foglio che recitava così: "Io, Caterina S. ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a 9 anni. Mi avete regalato un futuro". La foto è stata condivisa dal gruppo "A favore della sperimentazione animale". Lì una pioggia di "Mi piace", ma anche la ferocia telematica di chi le ha scritto "per me puoi pure morire domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per un’egoista come te", "Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti su nessun animale, razza di bestie schifose", "Se crepavi anche a 9 anni non fregava nulla a nessuno, causare sofferenza a esseri innocenti non lo trovo giusto", "Magari fosse morta a 9 anni, un essere vivente di m… in meno e più animali su questo pianeta".

Insomma, il patibolo social è stato costruito in un attimo, attraverso la solerte opera rabbiosa a colpi di "Commenta". Caterina ha raccolto tutto, nomi e cognomi, e li ha consegnati alla Polizia postale. La ragazza ha anche invitato Partito animalista europeo, Lega antivivisezione (Lav) e Michela Vittoria Brambilla a prendere provvedimenti contro i facinorosi dell'anti-sperimentazione animale. Poi ha cercato di spiegare con calma attraverso un video (in apertura una parte della risposta): "Non capisco il perché di tanta cattiveria. Loro non sanno chi sia io, cosa faccia io, e probabilmente sono così ingenui da non sapere che tutti i farmaci che prendono, che danno ai loro figli e che danno ai loro animali sono stati testati sugli animali". Poi torna a rivolgersi ad associazioni e personaggi politici impegnati nella battaglia per i diritti degli animali:

Invito Brambilla, Lav e Partito animalista europeo a combattere contro l’utilizzo degli animali dove non è fondamentale per l’esistenza umana: la caccia, i macelli, gli allevamenti di pellicce. Anziché fare tanto rumore mediatico, e ostacolare il lavoro dei ricercatori potreste raccogliere fondi e investire soldi per cercare un metodo alternativo valido agli esperimenti sugli animali. Una volta trovati questi metodi, per legge dovranno sostituire i test sugli animali. Vi chiedo di chiedere all’Aifa di mettere grande sulle confezioni dei farmaci che il medicinale è testato sugli animali a norma di legge, così che chi si cura possa fare una scelta consapevole.