Sta facendo il giro del mondo la notizia della morte di quattro persone a Melbourne, in Australia, a causa di una reazione allergica provocata da un violento temporale che ha portato con sé un'enorme quantità di pollini. Ma come è possibile morire per colpa dei pollini? Vediamo insieme cos'è l'asma da temporale e perché è potenzialmente pericoloso.

Partiamo subito con il dire che, se da noi si sta avvicinando l'inverno, in Australia invece siamo in piena primavera, in questo periodo il Paese è in fiore e quindi nell'aria “vola” già una discreta quantità di  polline, il nemico di tutti coloro che con l'arrivo della bella stagione sono destinati a starnutire, grattarsi il naso e tossire. Ma a parte queste reazioni che tutti noi conosciamo, il polline può davvero uccidere? E come?

Normalmente la pioggia agisce riducendo i pollini nell'aria, chi è allergico lo sa bene perché dopo una giornata piovosa può finalmente tornare a respirare. Quando però a scatenarsi è un temporale molto forte, i pollini vengono frammentati a causa di quello che viene chiamato “shock osmotico” (rilascio di minuscole particelle di allergeni) che li rende più facili da respirare e quindi più pericolosi. Il forte vento contribuisce alla loro distribuzione.

La rinite allergica scatenata e il conseguente asma risultano dunque più forti rispetto alle normali reazioni allergiche provocate dai pollini. Questo significa che, se già l'asma da solo è potenzialmente pericoloso, quando colpisce qualcuno che si solito non ne soffre, e che quindi è sprovvisto dell'inalatore necessario, può essere mortale. L'asma da temporale dunque, permettendo alle particelle di allergeni (cioè che provocano l'allergia) di entrare in profondità nei polmoni, può scatenare l'asma e quindi il soffocamento della persone colpita. Ovviamente stiamo parlando di condizioni molto rare e caratterizzate dalla concomitanza di più elementi.