La dottoressa Catherine Meads
in foto: La dottoressa Catherine Meads

Ascoltare della buona musica prima, durante e dopo un intervento chirurgico può aiutare i pazienti a percepire meno dolore. E’ quanto emerge da uno studio condotto da un’equipe di ricercatori della Queen Mary University di Londra. Gli esperti, che hanno condotto dei test su pazienti ospedalizzati, hanno rilevato che gli stessi, quando vengono supportati da un servizio di musicoterapia, risultano meno ansiosi e, anche dopo l’intervento, necessitano di minori quantità di antidolorifici. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Lancet, ha dimostrato che la musica risulta efficace anche nei casi in cui il soggetto sia stato completamente anestetizzato.

In ospedale con la propria playlist. Il ministero della Salute britannico sembra ora intenzionato a consigliare ai pazienti che devono sottoporsi ad un intervento di portare con sé un riproduttore musicale e i propri brani preferiti, così da poterli usare durante la degenza. Nonostante i medici abbiano notato evidenti miglioramenti dello stato psicologico dei pazienti, lo studio dimostra che la musica non riduce la durata della degenza.

La musica aiuta pazienti nel percorso di recupero. La musica non ha controindicazioni, commenta la dottoressa Catherine Meads che per prima ha testato questo nuovo approccio. "Attualmente la musica non viene utilizzata nelle sale operatorie come neppure per aiutare i pazienti nel loro percorso di recupero post-operatorio. Io stesso posso confermare di averne comprovato i benefici. Nel mese di aprile ho subito un delicato intervento all’anca e, grazie all’album The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, posso dire di aver avvertito meno dolori”.

Oltre 7mila i casi analizzati. E’ vero, il dolore è un aspetto molto soggettivo, e ogni essere vivente ha una sua personale percezione. Il team di ricercatori ha analizzato 70 diversi studi che, negli anni hanno coinvolto 7.000 pazienti che hanno subito interventi chirurgici al Royal London Hospital. Solo una parte di questi ha usufruito di una terapia musicale, evidenziando un recupero non più rapido ma di fatto con livelli di dolore inferiori alla media. Lo studio, insomma, dimostra che la musica può essere un’ottima distrazione.

La musica può essere usata come sistema supplementare. "Ci auguriamo che i medici considerino i risultati ottenuti – ha commentato il ministero della Salute – vorremo offrire a tutti i pazienti una degenza meno traumatica e, per quanto possibile, piacevole". "La musica può essere usata come sistema supplementare per migliorare il percorso di recupero del paziente”, ha detto Hazim Sadideen, chirurgo plastico della University Hospitals di Birmingham.