La sera del 7 maggio ci sarà il picco delle Aquaridi, le stelle cadenti prodotte dallo sciame di polveri lasciato dal passaggio della cometa di Halley. Questa sera però non sarà molto semplice osservare questo spettacolo sopra il cielo del nostro Paese, da un lato infatti la Luna con la sua luce ridurrà la visibilità, dall'altro il maltempo porterà con sé fitte nubi.

Cosa sono le Aquaridi. "Le Aquaridi costituiscono una delle correnti meteoriche più cospicue dell'anno", scrive Enrico Stomeo nella sezione meteore dell'Unione Astrofili Italiani (Uai). Si tratta di uno sciame attivo per quasi tutto il mese di maggio che nel suo picco permetterà di vedere circa 20 meteore all'ora.

Eta Aquaridi. Le Aquaridi, meglio Eta Aquaridi, sono legati ai detriti della cometa di Halley e, andando avanti per tutto il mese di maggio, potranno riempire i nostri occhi e avverare i nostri desideri anche nei prossimi giorni, quando le condizioni meteo saranno sicuramente migliori, senza dimenticarci però che la Lune renderà il tutto più complicato.

Più facile vederle al Sud. Come spiega Enrico Stomeo infatti la Luna salità sopra l'orizone quasi in parallelo col radiante, ossia il punto in cui sembrano scaturire queste stelle cadenti, che coincide con la costellazione dell'Aquario. Poichè questa costellazione si vede meglio e più a lungo dai cieli del Sud, sono le regioni meridionali a beneficiare di un maggior tempo di osservazione dello show astronomico. Dal Meridione questa pioggia di stelle cadenti è, infatti, visibile da quando la costellazione sorge nella seconda parte della notte, fino all'iniziare del crepuscolo mattutino. Al contrario le regioni via via sempre più a Nord godono di un minor tempo di visibilità del radiante.

Cosa c'entra la cometa di Halley. Abbiamo detto che le Aquaridi sono legate alla stella di Halley, queste infatti sono generate dalla nube di detriti lasciata dalla cometa durante la sua orbita. La cometa di Halley è passata l'ultima volta nel 1986: quando la Terra la attraversa, le polveri si infrangono nell'atmosfera producendo la caratteristica scia luminosa delle stelle cadenti.