Con il via libera da parte del Regno Unito al vaccino anti Covid di Pfizer/BioNTech, il primo in assoluto ad essere approvato contro il coronavirus Sars-Cov-2, si avvicina il momento in cui sarà distribuito anche in Italia e in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Le prime dosi saranno inizialmente somministrate alle categorie più a rischio, al personale medico-sanitario e agli anziani, e a seguire alle altre fasce della popolazione. Prima, però, servirà il parere dell’EMA, l’Agenzia europea del farmaco, una valutazione che potrebbe arrivare già nei prossimi giorni se i dati presentati saranno sufficientemente completi da dimostrare efficacia e sicurezza. Ma come è stato possibile arrivare in così pochi mesi a ottenere l’approvazione? E cosa sappiamo della formulazione che ha avuto l’ok da parte del regolatore britannico MHRA? Lo abbiamo chiesto al professor Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano oltre che ricercatore in Igiene Generale e applicata all’Università degli Studi di Milano.

Allora professore, quali sono le caratteristiche del vaccino approvato nel Regno Unito?

Dobbiamo ancora conoscerle meglio, perché le informazioni che abbiamo ricevuto finora sono soltanto quelle di alcuni comunicati stampa e, in parte, degli studi di fase 1 e fase 2. Per ora, abbiamo dunque pochissime informazioni, che si rifanno alle comunicazioni arrivate dalle aziende che, d’altra parte, credo siano state comunque oneste. Per quello che si sa, si tratta di un vaccino che ha caratteristiche di sicurezza ed efficacia paragonabili a quelle di vaccini già utilizzati per altre malattie.

In Italia questo vaccino arriverà a fine gennaio, cosa sappiamo della distribuzione?

C’è un piano di cui ho contezza che sia stato fatto perché, anche presso il mio ospedale, tramite la Regione Lombardia, sono state chieste indicazioni operative, individuando noi, come luogo, tra i tanti in cui è prevista la distribuzione. Penso quindi che ci sia una pianificazione a livello centrale che possa essere efficiente. In ogni caso, non dobbiamo immaginare di fare le cose di corsa ma di farle bene perché, comunque, la campagna vaccinale non sarà istantanea ma un qualcosa che ci occuperà per una gran parte del 2021.

Il vaccino sarà gratuito?

Sì, sarà un bene comune e, anche a livello europeo, le quote di vaccino – le 200 milioni di dosi – saranno considerate un bene comune. In Italia sarà quindi un vaccino come quello anti-influenzale per le fasce a rischio e, in questo caso, per tutta la popolazione.

Ci sono dubbi sul fatto che il vaccino di Pfizer/BionTech sia efficace nella prevenzione delle forme gravi della malattia ma non dell’infezione…

Questa è una cosa che ancora non sappiamo. È uno scrupolo che è stato messo in evidenza ma per poterlo dire servirà vedere i dati degli studi. Normalmente i vaccini hanno questa “doppia” capacità, cioè sia di ridurre la possibilità di malattia, sia di rendere non contagioso il soggetto qualora dovesse incontrare il virus in seguito alla vaccinazione. Tutto questo è, ad oggi, una delle domande cui dovremo avere risposta dai dati complessivi degli studi inviati alle agenzie regolatorie.

Quali potrebbero essere i rischi della mancata protezione dell’infezione?

Se davvero sarà così, sarà più lungo il periodo che porterà il risultato di sanità pubblica, dunque servirà un po' più di tempo per spegnere la diffusione della malattia a livello del territorio italiano e quindi europeo.