10 Maggio 2019
14:07

Antartide ‘salvato’ dalle feci di pinguini e foche: così stimolano la biodiversità

Gli scienziati hanno scoperto che la presenza di feci di pinguini e di foche permette la proliferazione della biodiversità in alcuni punti in Antartide e nel dettaglio ci spiegano quali. Vediamo insieme come il materiale di rifiuto di questi animali sia un vero e proprio toccasana per questo territorio.
A cura di Zeina Ayache
Due esemplari di pigoscelide di Adelia
Due esemplari di pigoscelide di Adelia

Gli scienziati hanno scoperto che, nella desolata penisola antartica, le feci di pinguini e foche sono così ricche di azoto da arricchire il terreno, creando punti caldi di biodiversità in tutta la regione. Vediamo insieme come sia possibile e cosa sta succedendo in Antartide.

Pinguini e foche ‘al bagno’. I ricercatori hanno analizzato la presenza di feci nelle vicinanze delle colonie di foche, elefanti marini e pinguini di Adelia, e hanno scoperto che il materiale pronto da foche e pinguini in parte evapora come ammoniaca. Questa poi viene catturata dal vento e soffiata verso l’entroterra dove poi si introduce nel suolo e fornisce azoto al terreno, che è la fonte principale per la sopravvivenza di questi luoghi.

Il potere dell’ammoniaca. Gli scienziati spiegano che l’ammoniaca è in grado di arricchire un’area che è 240 volte più grande rispetto a quella della colonia. E il vantaggio di questo arricchimento del suolo è la formazione di una fiorente comunità di muschi e lichene, di un incremento del numero di piccoli invertebrati, come Collemboli e Acari. “È possibile trovarne a milioni al metro quadro qui, mentre nelle praterie negli Stati Uniti o in Europa ce ne sono solo tra i 50.000 e i 100.000 per metro quadrato” spiegano i ricercatori. In pratica la colonia è circondata dall’impronta dell’azoto che arricchisce i nutrimenti e che dipende proprio dalla presenza degli animali

Un lungo studio. Per giungere a queste conclusioni, gli scienziati hanno impiegato mesi e mesi di lavoro per identificare questi esseri viventi al microscopi. E non solo. Gli esperti hanno utilizzato le informazioni in loro possesso e hanno mappato tutti i punti di biodiversità presenti sulla penisola. Grazie a queste mappe, che possono essere facilmente aggiornate attraverso le immagini satellitari, i ricercatori potranno continuare a monitorare l’area senza dover per forza andare sul post, aspetto questo fondamentale visto che Antartide non è particolarmente ospitale.

Cosa minaccia la biodiversità. A minacciare la biodiversità sono i cambiamenti climatici e l’attività umana, quindi noi. Inoltre potrebbero rappresentare un rischio i semi trasportati da Sud Africa e Sud America dagli uccelli marini e da noi che, in qualità di specie di piante invasive, rischiano di distruggere gli ecosistemi.

Un rischio per tutti. Quanto reso possibile dalle feci di pinguini e foche potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio se gli ecosistemi arricchiti dovessero rappresentare un luogo ideale per la crescita e la proliferazione di specie invasive.

Lo studio, intitolato “Nitrogen Inputs by Marine Vertebrates Drive Abundance and Richness in Antarctic Terrestrial Ecosystems”, è stato pubblicato su Current Biology.

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