Lui si chiama Andrew Jones, è un modello di fitness ed in queste ore la sua storia facendo il giro del mondo, ma non per il suo aspetto fisico: questo ragazzo del Connecticut è diventato celebre perché è considerato “lo zombie più sexy” (come dice lui stesso). Andrew infatti soffre di cardiomiopatia ipertrofica e attualmente vive con un cuore artificiale che deve mettere in carica per poter sopravvivere in attesa di un trapianto vero e proprio. Le sue vicende, raccontate attraverso il suo profilo Instagram e su YouTube, sono un esempio per tutti coloro che ogni giorno aspettano di ricevere l'organo che potrà riportarli a vivere una vita normale. Andrew non si è arresto quando gli è stata diagnosticata la malattia, non ha lasciato il suo lavoro, non nasconde le cicatrici di cui va fiero e né il macchinario che permette al suo sangue di continuare a circolare nel suo corpo: si tratta di un cuore artificiale collegato a due batterie e un computer che deve portarsi dietro ovunque vada. Ma cos'è la cardiomiopatia ipertrofica di cui soffre?

Cos'è la cardiomiopatia ipertrofica

La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia del miocardio, che è il muscolo cardiaco, che si ispessisce diventando appunto ipertrofico al punto da, in alcuni casi, portare ad insufficienza cardiaca o aritmie pericolose. In pratica il sangue non viene pompato adeguatamente.

Cause della cardiomiopatia ipertrofica

Di solito le cause della cardiomiopatia ipertrofica riguardano una mutazione genetica, quindi è una malattia familiare.

Sintomi della cardiomiopatia ipertrofica

La malattia può essere asintomatica, in alcuni casi però può sviluppare diversi sintomi come fiato corto, dolore al petto, svenimenti, vertigini, affaticamento, tachicardia, dispnea o sincope.

Diagnosi e cura della cardiomiopatia ipertrofica

Per diagnosticare la malattia, il medico effettua alcuni test che mirano ad identificare la presenza di un soffio al cuore. Per riuscirci può utilizzare l'ecocardiogramma, l'ECG, la risonanza magnetica e indagini geniche. Quanto alla cura invece esistono farmaci specifici che migliorano le funzionalità del muscolo cardiaco, rallentando i battiti, ma è previsto anche un impianto di un defibrillatore automatico, di un cuore artificiale, come nel caso di Andrew Jones, o il trapianto nei casi più gravi.