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L’India ha ufficialmente annunciato di essere pronta a ‘conquistare’ la Luna: il 22 luglio 2019, alle ore 11:13 in Italia, ha lanciato la sua sonda Chandrayaan-2 che, tra 44 giorni, atterrerà sul nostro satellite. Vediamo insieme i momenti storici che hanno segnato il lancio e quali sono i dettagli di questa missione che rende l’India una delle quattro potenze (insieme a Russia, Stati Uniti e Cina) che, ad oggi, sono riuscite ad atterrare sulla Luna.

Il lancio di Chandrayaan-2. Alle ore 11:13 in Italia, l’India ha lanciato, dal Satish Dhawan Space Centre, la sonda Chandrayaan-2, le operazioni si sono concluse perfettamente e ad una settimana di distanza dal precedente tentativo di lancio invece fallito. Si tratta di una giornata storica per l’India che oggi celebra questo evento spaziale con grande e comprensibile orgoglio. “Oggi è una giornata storia per lo spazio, per la scienza e per la tecnologia in India” ha dichiarato K. Sivan, a capo dell’Organizzazione di Ricerca Spaziale.

Perché l’India ha lanciato la sonda. La sonda Chandrayaan-2 è stata lanciato sul razzo indiano più potente attualmente, il  Geosynchronous Satellite Launch Vehicle (GSLV) MkIII, è trasporta un orbiter, un lander e un rover quasi completamente disegnati e realizzati in India. I prossimi step della missione implicano, per i prossimi 23 giorni, l’uscita dall’orbita terrestre, il 23esimo giorno toccherà all’iniezione in traiettoria translunare che proseguirà fino il 30 giorno, cioè il veicolo spaziale si sposterà con una manovra propulsiva sulla traiettoria che lo porterà in direzione della Luna. Dal 30esimo giorno, ci si troverà nell’orbita luna fino al 42esimo giorno, il 43esimo giorno, il lander e l’orbiter si separeranno e il 44esimo giorno, il 7 settembre, il lander Vikram porterà il rover vicino al polo sud della Luna.

Una missione low-cost. L’India fa sapere che l’orbitar di 2,4 tonnellate girerà intorno alla Luna per un anno, per raccogliere immagini della superficie, per cercare tracce di acqua e studiare l’atmosfera. In tutto, l’operazione è costata all’India 140 milioni di dollari che è decisamente low-cost rispetto ai costi sostenuti da altre nazioni per missioni simili: le missioni Apollo sono costate 100 miliardi di dollari.