Diverse ricerche hanno indicato un aumento del rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19 nei pazienti oncologici, ma anche chi è uscito dal cancro e non è più sottoposto a terapie antitumorali è esposto a un rischio significativamente più elevato. Lo indicano i risultati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista JNCI Cancer Spectrum da un team di ricercatori della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania, negli Stati Uniti che ha indagato sull’associazione tra stadi del cancro e infezione da coronavirus Sars-Cov-2.

Più a rischio anche chi è uscito dal cancro

L’analisi, che ha preso in esame oltre 4.800 cartelle cliniche, ha evidenziato che sia i pazienti con cancro attivo sia quelli con cancro inattivo hanno avuto tassi di ospedalizzazione più elevati rispetto ai pazienti non oncologici. “Mentre gli esiti peggiori erano più fortemente associati ai malati oncologici – spiegano gli studiosi in una nota –  ma anche i pazienti in remissione hanno affrontato un aumento del rischio complessivo di malattia più grave rispetto ai pazienti Covid-19 non oncologici”.

Nel complesso, i pazienti con Covid-19, inclusi sia quelli con cancro attivo (18) sia inattivo (49), hanno avuto tassi di ospedalizzazione più elevati rispetto ai pazienti non oncologici (55,2% contro 29%), con ricoveri in unità di terapia intensiva (25,7% contro 11,7%) e mortalità a 30 giorni (13,4% contro 1,6%) significativamente maggiori.

Oltre al più alto rischio di complicanze di Covid-19, in parte dovuto a fattori come l’età avanzata, il fumo, altre patologie preesistenti, le frequenti esposizioni all’assistenza sanitaria e gli effetti delle terapie antitumorali, i ricercatori hanno indicano che i tumori e il loro impatto su corpo possono svolgere un ruolo nell’esacerbare l’infezione da coronavirus Sars-Cov-2, supportando l’ipotesi che il cancro sia un fattore di rischio indipendente negli esiti di Covid-19.

Anche dopo l’aggiustamento dei dati per età, abitudine al fumo e comorbidità, la diagnosi di cancro è risultata indipendentemente associata a maggiori probabilità di ospedalizzazione e più alti tassi di mortalità” concludono gli autori, evidenziando l’importanza delle misure di precauzione, come il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine, e raccomandando la vaccinazione per tutti coloro che hanno una storia di cancro, non solo quelli con diagnosi recente o una neoplasia attiva.