allergia mascherina

Il Sole fa sbocciare i fiori e le brezze muovono in una sola danza i pollini. Al che, dopo "Benvenuta Primavera" potrebbe seguire un corale starnuto che ricorda l'arrivo delle solite allergie stagionali. E' un problema che riguarda una popolazione in crescita continua, sulla quale, prevenzione a parte, occorrerà interrogarsi il prima possibile. In questi giorni, al Capri Campus, la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) ha trattato, tra i tanti, anche il tema delle allergie. Come riportato dall'Huffington Post sono 2 milioni gli under 14 colpiti da allergie, con una crescita triplicata delle visite ambulatoriali specialistiche allergologiche negli ultimi anni. Quelle più comuni riguardano pollini, peli di animali, acari e cibi, con sintomi che vanno dalla rinite più leggera, fino all'asma più limitante e pericoloso. Tra la popolazione allergica 800mila sono allergici alle graminacee, 700mila alla parietaria, 500mila all'acaro della polvere, 200mila al pelo di cane e gatto e 500mila ai cibi, tra cui i più diffusi sono latte, uova, noci e arachidi.

Chiariamo prima di tutto cosa è un'allergia. Si tratta di una reazione eccessiva da parte degli anticopri nei confronti di una sostanza solitamente innocua per l'uomo. Quelle respiratorie si presentano per lo più come semplice rinite – dunque rigonfiamento delle mucose nasali e secrezione di sostanza mucosa molto liquida -, arrossamento e prurito degli occhi e asma. Le allergie alimentari più comuni causano stipsi o diarrea. Nella maggior parte dei casi si tratta di sintomi combattuti con antistaminici o, se le causa è alimentare, semplicemente evitando la sostanza allergenica. Tuttavia, nei casi più estremi, la malattia può causare la morte, attraverso shock anafilattici o crisi d'asma particolarmente forti.

Le allergie sorgono in primo luogo per predisposizione genetica. Avere uno e entrambi i genitori allergici aumenta considerevolmente le possibilità che il figlio soffra della stessa malattia. L'esposizione all'inquinamento, poi, accresce non solo l'insorgenza della malattia, ma anche i suoi sintomi (si pensi all'asma). Allo stesso modo il fumo da sigaretta predispone alle allergie il consumatore e, in misura minore ma determinante, chi abita gli stessi ambienti. La medesima attenzione va posta anche nei mesi di gestazione, mentre, dopo i tanto sospirati 9 mesi, se non sorgono cause ostative bisognerebbe allattare il neonato per almeno 6 mesi, dato che il latte materno, rispetto a quello artificiale, è più ricco di nutrienti e calibrato sulle esigenze mutevoli del bambino. Tra i fattori che aumentano la predisposizione all'insorgenza di allergie va inclusa – apparentemente a sorpresa – anche l'eccesso di igiene (gli anticopri, privi di "nemici", si attiverebbero contro sostante innocue). A tale proposito va sfatato un altro "mito": la Fondazione Umberto Veronesi ricorda infatti che convivere con animali domestici riduce la possibilità dell'insorgenza di allergie (ma non guarisce chi, ad esempio, è allergico al pelo del gatto ed è costretto a convivere col piccolo felino).

Ci sono delle "new entry" tra le cause allergiche. Si tratta di pollini o cibi che solo di recente fanno registrate un numero rilevante di intolleranti. Tra i nuovi allergeni sono in crescita la betulla, il nocciolo, il cipresso, l'ambrosia e – per quanto riguarda i cibi – il kiwi e, in generale, i frutti esotici.

[Foto di Dan Queiroz]