I ricercatori sostengono che a maggiori quantità di latte materno corrisponde un maggior sviluppo del quoziente intellettivo e del cervello stesso dei neonati prematuri. A darne conferma sono gli scienziati del Brigham and Women's Hospital che sul Journal of Pediatrics hanno pubblicato lo studio intitolato “Breast Milk Feeding, Brain Development, and Neurocognitive Outcomes: A 7-Year Longitudinal Study in Infants Born at Less Than 30 Weeks' Gestation” che ha seguito un gruppo di neonati prematuri dalla nascita fino ai sette anni di età.

Lo studio longitudinale è iniziato tra il 2001 e il 2003 e ha preso in considerazione 180 neonati prematuramente che vivevano dunque in ospedale all'interno delle incubatrici neonatali. Durante i primi 28 giorni di vita dei bambini, gli scienziati hanno calcolato le quantità di latte materno che ricevevano e le hanno messe in relazione con lo sviluppo del cervello misurato nei periodi successivi e fino ai sette anni, quindi attraverso risonanza magnetica funzionale hanno osservato il volume di alcune regioni del cervello e altre funzioni cognitive (come il QI, le capacità di lettura, matematica, attenzione, memoria, linguaggio e la percezione visiva) e motorie.

I dati raccolti hanno evidenziato che, dalla nascita fino al ventottesimo giorno di vita dei prematuri, la quantità di latte materno somministrato con allattamento ha portato a grossi vantaggi a livello cerebrale. Certo, lo studio ha qualche limite, ma si tratta comunque di un buon punto di partenza per entrare più nel dettaglio del perché ciò sia possibile.

Inoltre, la pubblicazione ha lo scopo di stimolare gli addetti ai lavori, così come le madri, a supportare l'allattamento al seno agevolando e aiutando le donne che hanno difficoltà.