L'obiettivo è: “non riduciamoci all'ultima spiaggia”. Così il WWF invita il nostro Paese a ridurre il tasso di cementificazione e urbanizzazione della costa italiana che come unico risultato finale ha la perdita della biodiversità nazionale oltre che delle ricchezze tipiche dei nostri mari. Sono 1.860 i chilometri di tratti lineari di costa (più lunghi di 5 chilometri) ancora liberi e con un buon grado di naturalità e rappresentano solo il 23% degli 8.000 chilometri di litorali italiani complessivi. Questi, distribuiti tra il Mar Ligure ed il parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il canale di Sicilia, il Mare Adriatico settentrionale e l’area del canale di Otranto nell’Adriatico meridionali, devono essere preservati il più possibile per contrastare lo sviluppo urbanistico degli ultimi anni.

Secondo i dati emersi dal dossierItalia: l’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola”, negli ultimi 50 anni abbiamo:

  • coperto di cemento e mattoni 2.000 chilometri di coste (un quarto del totale)
  • invaso il 25% dei nostri mari con attività di estrazione di idrocarburi (122 piattaforme offshore attive e 36 istanze per nuovi impianti)
  • incrementato il trasporto via mare
  • provocato una caduta verticale dell'attività di pesca a causa del sovrasfruttamento degli stock ittici (93% del totale) e della proliferazione di impianti di acquacoltura (incremento del 70% in 10 anni)

Preservare le nostre coste significa puntare su un mercato vantaggioso per questo il WWF elenca quelle che sono le aree più ricche dal punto di vista ecologico e dalle quali dovremmo ripartire per salvare il futuro dell'Italia:

  • Mar Ligure e Arcipelago Toscano, qui l'abbondanza di plancton porta con sé i cetacei
  • Canale di Sicilia, qui le montagne sottomarine sono ricche di coralli bianchi e rappresentano le zone di deposizione delle uova di pesci spada, acciughe e tonni, oltre ad essere la “nursery” dello squalo bianco
  • Mare Adriatico settentrionale, qui c'è un'alta concentrazione di delfini, le tartarughe marine Caretta caretta trovano cibo in abbondanza e la verdesca e lo squalo grigio si riproducono
  • Canale di Otranto Mare Adriatico meridionale, qui si trovano lo zifio, il diavolo di mare, la stenella striata, la foca monaca e il pesce spada