Mentre la Giornata Mondiale di Lotta contro l'Aids, prevista per l'1 dicembre, si avvicina, dall'Organizzazione mondiale della Sanità arrivano i dati relativi alla diffusione dell'Hiv e dell'Aids nel nostro Paese. Come ogni anno infatti l'Istituto Superiore, attraverso il Centro Operativo AIDS (COA), pubblica il resoconto relativo all'anno passato. Secondo i dati, in Italia, nel 2014, le persone che hanno scoperto di essere positive all'Hiv sono state 3.695, 6,1 casi ogni 100.000 cittadini. Questa cifra ci colloca in 12esima posizione in Europa e non rappresenta nulla di nuovo rispetto agli anni passati.

Il virus dell'Hiv, riscontrato maggiormente nel Lazio, in Lombardia e in Emilia Romagna, colpisce per lo più gli uomini, stiamo parlando del 79,6% dei casi, mentre il numero di donne infettate continua a calare. Il motivo di questa disparità, nell'84,1% dei casi, è da attribuire, come immaginabile, al mancato utilizzo del preservativo che per le donne ha anche la funzione di protezione da gravidanze indesiderate. Tra questi infatti il 40,9% delle segnalazioni arriva da omosessuali maschi, il 26,3% da eterosessuali maschi e il 16,9% da eterosessuali femmine.

L'età media dei pazienti è di 39 anni per gli uomini e 36 per le donne, mentre la fascia più colpita è tra i 25 e i 29 anni, con 15,6 casi su 100.000 residenti.

Il motivo che spinge le persone ad eseguire il test Hiv è, nel 26,4% dei casi legato ala presenza di sintomi che richiamano l'Hiv, nel 21,6% in seguito a rapporti a rischio e nel 10% dopo accertamenti per altre questioni mediche.

Quanto all'Aids invece i dati mostrano che dal 1982 i casi segnalati sono 67.000, dei quali 43.000 deceduti. In riferimento al 2014, i nuovi pazienti sono risultati 858, 1,4 casi per 100.000 residenti, in linee con gli ultimi 3 anni. Purtroppo, tra il 2006 e il 2014 è aumentata “la proporzione delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositività”, si è passati infatti dal 20,5% al 71,5%.

[Foto copertina di kerryank]