A molte persone basta uno sguardo per capire con chi stanno interloquendo. Esser considerato affidabile, o competenze, non è infatti una questione di reali capacità ma di apparenza. Attraverso gli occhi osserviamo un viso e, in base alla struttura scheletrica, attribuiamo al nostro interlocutore un giudizio. Secondo gli scienziati dell’Università di New York risulta molto importante sorridere, ma ciò potrebbe non esser sufficiente a conquistare totalmente la fiducia di chi ci osserva.

L'apparenza aiuta, ma non sempre corrisponde al vero. Delle sopracciglia all’insù indicano che la persona al nostro cospetto è cordiale mentre una particolare curvatura della bocca determina il più o meno alto livello di affidabilità. Questi e altri indicatori non sono soggettivi, ma pressoché universali: ogni essere umano sulla faccia della Terra basa il proprio giudizio sull’altrui persona esclusivamente sull’espressività dei muscoli facciali.

Espressioni facciali hanno un peso nel giudizio finale. Secondo i ricercatori, guidati dal professor Jonathan Freeman, una faccia più larga lascia trasparire una maggiore competenza, ancor più se si parla di prestazioni fisiche. “I nostri risultati – ha evidenziato Freeman – mostrano che le espressioni facciali hanno un peso nel giudizio finale. Un peso che spesso risulta eccessivo e non veritiero”.

Sorridere può comunque aiutare. Insomma, se si ha la sfortuna di nascere con caratteristiche fisiognomiche diverse da quelle comunemente riconosciute come “positive” si rischia di dover affrontare più difficoltà di altri. In ogni caso, hanno scoperto gli scienziati, ognuno di noi può giocarsi la carta del sorriso. Le persone apparentemente più felici vengono considerate infatti automaticamente più affidabile, rispetto a quelle arrabbiate o tristi.