La giornalista polacca Kasia Pisarka ha dato il via al progetto animalista “Pocker – Il DOGtrotter polacco” cui obiettivo è promuovere l'adozione dei cani dei canili.

Pocker, il DOGtrotter in giro per il mondo
in foto: Pocker, il DOGtrotter in giro per il mondo

Una giornalista animalista

Sul profilo Facebook del progetto “Pocker – Il DOGtrotter polacco”, Kasia Pisarka si presenta come un'animalista “con una profonda predilezione per le adozioni” che ha ideato questo progetto allo scopo di invogliare le persone a preferire le adozioni in canili agli acquisti dei cuccioli dei negozi. “Don't spend money for Love” dice lo slogan di questa iniziativa che ha già raccolto quasi 5.000 likes sul social network.

Kasia e Pocker
in foto: Kasia e Pocker

Un DOGtrotter di tutto rispetto

Ma come promuovere l'iniziativa? Kasia ha scelto Pocker come testimonial del progetto: un peluche di seconda mano che, di mano in mano, gira il mondo ormai dal 16 ottobre del 2013. Per averlo è sufficiente farne richiesta a Kasia attraverso la FanPage. Potete tenere Pocker per un minimo di 24 ore e un massimo di 7 giorni, periodo durante il quale, spiega Kasia, “racconti la vostra giornata in lingua inglese oppure nella tua lingua. Agli amici, vicini, colleghi parli di Pocker e della nostra missione. Puoi anche contattare la stampa/TV regionali o nazionali”. Insomma un'idea virale che punta sulla voglia di tutti noi di dare una casa a tutti quei cani che ogni giorno vivono tra le quattro mura di un recinto in canile. Dalla Germania, agli Stati Uniti, passando per l'Australia e l'Ungheria, fino alle spiagge della Tanzania, Pocker non si ferma un secondo.

Pocker è arrivato anche in Tanzania
in foto: Pocker è arrivato anche in Tanzania

Perché i cani del canile

Se, come diceva Mahatma Gandhi, “la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali”, i canili sempre pieni la dicono lunga sulla nostra società. Pelosi che rischiano di vivere una vita intera dentro un box, aggrappati alla sola speranza delle uscite con i volontari, ma senza una casa o una famiglia con la quale condividere le giornate. Cani considerati di seconda scelta, non apprezzabili come quelli di razza. Ma non dimentichiamoci che spesso proprio questi ultimi che vengono acquistati nei negozi, arrivano nel nostro paese dopo aver attraversato ore chiusi dentro container ai quali, per miracolo, sono sopravvissuti. Agevolare la scelta di cani nei canili significa dare speranza a questi indifesi, abbandonati, maltrattati, ma capaci comunque di amare, e limitare il traffico illecito di quelli di razza che non si meritano certo il trattamento che subiscono.