La Spagna, nello specifico il governo di Castilla e León, ha compiuto un passo in avanti nella lotta contro le violenze sugli animali. È di queste ore la conferma del divieto di maltrattamento e uccisione del Toro de la Vega che, in questi termini, non potrà andare in scena. Prima di cantare vittoria però c'è ancora un piccolo ostacolo che dovrà essere superato, il decreto di legge infatti dovrà essere convalidato entro 30 giorni anche dalla corte di Castilla e Leon per entrare in vigore.

Il torneo del Toro de la Vega è un evento spagnolo di origine medievale che si tiene a settembre a Tordesillas. Il torneo consiste nella caccia e nell'uccisione di un toro che muore in seguito a ferite profonde e dolorose provocate dalle lance a disposizione dei partecipanti che perseguitano l'animale in sella ad un cavallo. Per sopravvivere il toro ha un'unica possibilità, raggiungere il traguardo del percorso prestabilito. La morte del toro dello scorso anno aveva scatenato l'ennesima rivolta di coloro i quali, senza necessariamente essere animalisti, si rendono conto della crudeltà di una simile pratica considerata purtroppo una tradizione nazionale che attira molti turisti.

A capo della manifestazione contro il torneo del Toro de la Vega c'è il PACMA (Partido Animalista Contra el Maltrato Animal) che ha ottenuto un supporto tale da parte dell'opinione pubblica da portare la giunta di Castilla e León a decidere, una volta per tutte, di mettere la parola fine ad un simile spettacolo che nulla ha di culturale.

Come dicevamo, ancora non è detta l'ultima parola. Serve infatti la conferma da parte della Corte e di certo gli appassionati del torneo del Toro de la Vega non resteranno fermi a guardare. Non ci resta dunque che attendere un mese per scoprire se il decreto legge che vieta il linciaggio, le violenze e la morte del toro sarà approvato e, se così dovesse essere, siamo curiosi di sapere come verrà riorganizzato l'evento.