Dal 2021, in Europa, saranno vietati piatti e posate monouso, cannucce e bastoncini cotonati e saranno introdotte misure specifiche su filtri di sigaretta e attrezzi da pesca smarriti o abbandonati, l'obiettivo è ridurre e riciclare i prodotti in plastica non vietati ed eliminare quelli che maggiormente causano inquinamento e che sono evitabili.

Guerra alla plastica. Il parlamento europeo, con 571 voti favorevoli, 53 contrari e 34 astenuti, ha deciso che dal 2021 non potremo più utilizzare articoli in plastica monouso, come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini. Inoltre, i deputati hanno aggiunto anche gli articoli di plastica ossi-degradabili, come sacchetti o imballaggi, e i contenitori per fast-food in polistirolo espanso. Insomma, la guerra alla plastica sembra essere ufficialmente iniziate, tra tre anni questi prodotto inquinanti non potranno più essere venduti.

Un obiettivo ancor più ampio. Il divieto ha l'obiettivi ancor più ampi, come il ridurre il consumo della plastica per la quale non c'è alternativa del 25% entro il 2025, stiamo parlando di scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati, e di raccogliere separatamente e riciclare al 90%, sempre entro il 2025, stiamo parlando di bottiglie per bevande.

Cosa fare con i mozziconi di sigaretta e gli attrezzi da pesca smarriti. Altri prodotti altamente inquinanti sono i mozziconi di sigaretta e gli attrezzi da pesca smarriti, questi dovranno ridursi del 50% entro il 2025 e dell'80% entro il 2030. Ma perché? Per capire quanto siano pericolosi per l'ambiente basta pensare che un mozzicone di sigaretta può inquinare tra i 500 e i 1000 litri d'acqua e, se gettato in strada, può richiedere fino a dodici anni per disintegrarsi. Si tratta dei secondi articoli in plastica monouso più diffusi tra i rifiuti. Quanto agli attrezzi da pesce che contengono plastica e che vengono abbandonati in natura, dove rappresentano il 27% dei rifiuti che si trovano in spiaggia, l'obiettivo è di riciclarli del 15% entor il 2025.

Speranze per il futuro. Quanto deciso dal Parlamento europeo, sembra essere una prima ottima battaglia da vincere nella guerra contro la plastica che ormai, è chiaro a tutti, rappresenta un vero nemico per l'ambiente.