In alcuni casi è possibile che l'acqua in bottiglia sia contaminata da sostanze potenzialmente pericolose per la salute, come ad esempio il tricloroetilene. In questi casi, la aziende produttrici avvisano i consumatori e i lotti interessati vengono ritirati. Ma come fa il tricloroetilene ad entrare nelle bottiglie d'acqua che compriamo al supermercato? Cos'è e quali sono i rischi legati a questa sostanza? Vediamolo insieme.

Tricloroetilene, cos'è. Il tricloroetilene è un alogenuro alchilico conosciuto anche come trielina ed è un solvente chimico che viene utilizzatop er mlti composti organici.

A cosa serve il tricloroetilene. Negli ultimi venti anni, il tricloroetilene è stato utilizzato principalmente per l'estrazione di oli vegetali da pianti come soia, cocco e e parla. Però ha anche usi industriali, nell'industria alimentare: serve infatti per la decaffreinazione del caffè e l'estrazione di essenze. Un ulteriore uso della trielina è quello di solvente per il lavaggio a secco, che però poi è stato sostituito dal tetracloroetilene negli anni cinquanta.

Quali sono i rischi per la salute. La trielina viene assorbita di solito nel tratto gastrointestinale e, attraverso il circolo sanguigno, raggiunge i tessuti e si concentra soprattutto nel fegato, nei reni, nei tessuti adiposi e nel sistema nervoso centrare: l'eliminazione di questa sostanza avviene attraverso l'aria espirata o le urine.

Tricloroetilene, probabile cancerogeno. Secondo la classificazione IARC, il tricloroetilene è un probabile cancerogeno inserito quindi nel gruppo 2A. Alcuni suoi metaboliti sono genotossici e probabilmente cancerogeni per l'uomo.

Come si entra in contatto con il tricloroetilene. La trielina viene emessa nell'atmosfera da effluenti delle industrie che si occupano di sgrassre i metalli, però può anche contaminare le acqua profonde e, a volte, quelle superficiali a causa degli scarichi industriani. In ogni caso, la principale fonte di esposizione per l'uomo è l'inalazione di aria contaminata.