La rivista Nature pubblica i risultati di una ricerca che dimostra come alla base di sterilità ed aborti ci sarebbe la responsabilità di un enzima.

L'universo insondabile della riproduzione, quella zona ancora in parte sconosciuta che riguarda il mistero della sterilità e dell'aborto: paura di ogni donna e, purtroppo, molto spesso evento imprevedibile, di cui per decenni si sono ignorate cause e fattori. Ora la ricerca di un gruppo di studiosi britannici, pubblicata da Nature Medicine, sembrerebbe poter fare luce su questa dolorosa zona d'ombra.

L'enzima SGK1, presente nella mucosa uterina, svolgerebbe un doppio lavoro nell'ambito della fertilità femminile: da un lato regolerebbe le possibilità del concepimento, dall'altra salvaguarderebbe la donna dal rischio dell'interruzione involontaria di gravidanza ricorrente. Per giungere alle proprie conclusioni, gli scienziati dell'Imperial College di Londra hanno preso in esame campioni di mucosa donati da 106 donne.

Hanno così potuto constatare che a livelli elevati di SGK1 corrispondevano donne che provavano da diversi anni a concepire, mostrando un'infertilità non spiegata e non riconducibile alle cause più comuni di sterilità; viceversa, un basso livello dell'enzima era all'origine di aborti spontanei ricorrenti. Il team ha anche condotto esperimenti su topolini di laboratorio, iniettando nelle femmine l'enzima, al fine di verificare l'effettiva validità della propria scoperta, con riscontri assolutamente positivi.

Una ricerca che potrebbe non solo fornire un valido sostegno e cura a coloro che hanno problemi ad intraprendere o a portare avanti le gravidanze, ma anche indirizzare verso la valutazione di nuovi metodi contraccettivi, ancora meno invasivi di quelli correntemente utilizzati dalle donne: una scoperta scientifica la cui importanza potrebbe essere fondamentale. (fonte La Stampa)