Fabrizio Nicastro, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), ha trovato la massa mancante dell'universo, cioè la materia visibile prevista dai calcoli di cui non c'era traccia in 10 miliardi di anni di storia e che va a completare un quadro finora in dubbio. La scoperta, che è stata pubblicata su Nature, è stata possibile grazie ai dati del telescopio Xmm-Newton dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Ma di cosa si tratta?

La spiegazione. "Sappiamo ormai da decenni che il 30-40 percento dei barioni che ci aspettiamo di trovare nell’Universo locale sfuggono alle osservazioni. I barioni sono ciò che consideriamo materia ordinaria, vale a dire stelle, pianeti, gas, polveri e anche noi stessi. Teoria e osservazioni indirette di questa materia durante le prime fasi di vita dell’Universo, sono in grado di fornire sia stime di quantità, facendo emergere la considerevole porzione di materia mancante, sia una possibile soluzione a questo rompicapo" spiegano dall'INAF. Nello specifico, gli esperti ci spiegano che i barioni ‘sfuggenti' potrebbero trovarsi lungo filamenti di gas che collegano tra loro le galassie: "Tali filamenti sono formati principalmente da idrogeno ionizzato, e quindi sono molto deboli e difficili da osservare. Grazie all’avvento, circa 20 anni fa, degli osservatori spaziali ai raggi X in grado di effettuare misure spettroscopiche ad alta risoluzione, gli astronomi hanno potuto iniziare ad indagare questo mistero. Nonostante i numerosi sforzi, fino ad ora erano state realizzate rilevazioni non conclusive, con bassa significatività".

Conclusioni. "Le nostre osservazioni, giunte dopo diciotto anni di incessanti tentativi da parte di diversi gruppi di ricerca nel mondo, hanno finalmente individuato la materia ordinaria mancante dell’Universo" afferma lo stesso Fabrizio Nicastro, ricercatore dell’INAF e primo autore dell’articolo. "La materia che abbiamo trovato è esattamente nella posizione e nella quantità predette dalla teoria, quindi possiamo dire di aver risolto uno dei più grandi misteri dell’astrofisica moderna: quella dei barioni mancanti".

A cosa serve la scoperta. Ora che sappiamo che la massa mancante si nasconde nei filamenti di gas che attraversano il cosmo come una ragnatela, gli scienziati possono sperare di conoscere meglio il nostro universo e comprendere uno dei punti più incerti dei modelli attuali che descrivono proprio l'universo primordiale e il modo in cui si formano le galassie.