Alcuni astronomi amatoriali hanno trovato un intero sistema planetario dal computer di casa: la scoperta è avvenuta grazie all'analisi dei dati raccolti dal telescopio Kepler della NASA che, in questa sua ‘seconda' vita, cioè la missione K2, permette a tutti gli astrofili di analizzare dati ‘spaziali' utili ad identificare eventuali pianeti, stelle o altri corpi celesti in giro per lo spazio.

Il sistema planetario appena trovato. Per ora lo hanno chiamato K2-138 system ed è il primo sistema multiplanetario scoperto da scienziati ‘cittadini', cioè non da astronomi professionisti, bensì amatoriali. La stella centrale intorno a cui ruotano i pianeti, 5 in totale, è più piccola e fredda del nostro Sole. Quanto ai pianeti, sappiamo che sono di dimensioni comprese tra quelle della Terra e di Nettuno, hanno un orbita più corta di 13 giorni e sono tutti incredibilmente caldi, con temperature che vanno dagli 800 ai 1.800 gradi Fahrenheit. In particolare sono così suddivisi:

  • pianeta b, potenzialmente roccioso
  • pianeta c, d, e, f probabilmente contengono grandi quantità di ghiaccio e gas

Un'orbita ‘perfetta'. Gli scopritori del sistema planetario raccontano che i pianeti orbitano in una ‘interessante relazione matematica chiamata risonanza' in cui ogni pianeta ci mette circa il 50% del tempo in più per orbitare attorno alla stella rispetto al pianeta che lo precede. Si tratta dell'unico sistema planetario con una catena di risonanze ininterrotte con questa configurazione: questo può fornire indizi ai teorici che cercano di svelare i misteri della formazione dei planeti e della loro migrazione. “Secondo alcune teorie i pianeti si formano da una dispersione caotica di rocce e gas e altro materiale nelle prime fasi della vita del sistema planetario, tuttavia è improbabile che queste teorie si traducano in un sistema così compatto e ordinato come K2- 138” spiega Jessie Christiansen, scienziato della Caltech che ha partecipato alla scoperta, “la cosa interessante è che abbiamo trovato questo insolito sistema con l'aiuto del grande pubblico”.

Exoplanet explorers, il progetto. Il progetto Exoplanet explorer sta dando grandi risultati grazie alla collaborazione delle popolazione. “Persone da tutto il mondo possono registrarsi e imparare a riconoscere i segnali spia che indicano la presenza di un pianeta – spiega Christiansen – in modo da esaminare i dati raccolti da Kepler e votare, per decidere se classificare un determinato segnale come il transito di un pianeta o un semplice rumore di fondo”.

[Foto di NASA/JPL-Caltech]