5 dollari, questo sarebbe il costo di un nuovo strumento capace di impedire la trasmissione del virus dell'HIV. Stiamo parlando dell'anello vaginale protagonista di due studi che è stato presentato in occasione del CROI (Conference on Retroviruses and Opportunistic Infection) di Boston. Il primo, intitolato “Use of a Vaginal Ring Containing Dapivirine for HIV-1 Prevention in Women”, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, mentre il secondo non è ancora stato pubblicato, ma è stato presentato in occasione della conferenza americana.

Ma in cosa consiste questo anello? Si tratta di un dispositivo che rilascia dapivirina che interferisce con il virus dell'HIV impedendo a questo di replicarsi. Non si tratta di una vera e propria novità, in quanto i ricercatori stanno lavorando al progetto da anni, ma finalmente adesso gli studi effettuati ne stanno dimostrando l'efficacia.

Il primo studio è stato effettuato tra l'agosto del 2012 e il giugno del 2015 su 2629 donne tra i 18 e i 45 anni in Malawi, Sudafrica, Uganda e Zimbabwe. Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi, al primo è stato somministrato l'anello vaginale, all'altro un anello vaginale placebo. I dati raccolti hanno dimostrato una riduzione delle infezioni da HIV-1 del 27% nelle donne che avevano assunto l'anello con dapivarina.

Il secondo studio invece è stato effettuato su 1959 donne tra il Sudafrica e l'Uganda anch'esse suddivise in due gruppi, placebo e non. Im questo caso, i dati raccolti hanno dimostrato una riduzione delle infezioni da HIV-1 del 30,7%.

Certo, l'efficacia ancora non è del 100%, ma i risultati ottenuti sino ad ora fanno comunque ben sperare.

Non dimentichiamoci che più della metà dei 35 milioni di persone con l'HIV sono donne, la maggior parte delle quali residenti nell'africa subsahariana dove si riscontra il più alto tasso di incidenza di infezioni da HIV-1.