Si fa sempre più insistente l'idea che sotto ad una delle lune di Saturno, Encelado, vi sia una massa d'acqua di grandi dimensioni. La prima convincente ipotesi a riguardo venne avanzata nel 2005 dopo le esplorazioni della sonda Cassini, che individuò la presenta di geyser che si alzavano dalla superficie del satellite di Saturno. Da allora le ricerche, coordinate dall'Italia con il team del professor Luciano Iess, sono andate avanti e hanno portato a valutare l'estensione di questo mare sotterraneo. Secondo la nuova pubblicazione su Science, che pure divulgò lo studio del 2005, a circa 40 chilometri sotto la superficie di Encelado risiede un mare che contiene una massa d'acqua 245 volte superiore a quella del Lago di Garda.

in foto: Rappresentazione artistica di un geyser su Encelado (Immagine Nasa).

La sonda Cassini si è avvicinata ai geyser che si liberano dalla superficie del satellite, "assaggiandone" le sostanze e appurando così che contengono un'alta composizione di sali e molecole organiche ricche di carbonio. Non solo: nella propria orbita, Cassini ha fatto registrare improvvise e diverse accelerazioni al passaggio di Encelado, che dimostrerebbe che le regioni della luna di Saturno esercitano una forza di gravità sensibilmente differente a causa di un aumento della massa al polo sud. A causare tale aumento, è probabilmente un mare sotterraneo. Particolare di rilievo già ipotizzato nel 2005 è che il mare si troverebbe a contatto con una chimica interessante idonea a reazioni che potrebbero favorire una vita microbica. La speranza che sotto le calotte si nascondano acqua e vita si è sempre estesa anche ad altri satelliti, come Titano – altra luna di Saturno -, Europa, Ganimede e Callisto di Giove o Tritone di Nettuno. Mai, però, la dimostrazione è stata così convincente come nel caso di Encelado.

Schema del criovulcanismo di Encelado (Fonte Wikipedia).in foto: Schema del criovulcanismo di Encelado (Fonte Wikipedia).

Il prof. Andrew Coates del Mullard Space Science Laboratory dell'Università di Londra, ha ammesso che "Encelado si trova ora in cima alle classifiche dei pianeti che possono ospitare forme di vita", ma ha frenato ponendo una domanda: "c'è stato tempo a sufficienza per sviluppare la vita"? Iess ha convenuto che "‘c'è una ragionevole certezza che in quell'oceano nascosto possa esistere un ambiente potenzialmente favorevole alla vita". Una possibilità bassa, avverte lo studioso italiano, "ma non possiamo escluderla: anche una piccolissima probabilità sarebbe un risultato straordinario".

Pennacchi dal polo sud di Encelado ripreso da Cassini (Foto Nasa).in foto: Pennacchi dal polo sud di Encelado ripreso da Cassini (Foto Nasa).