Con una cerimonia svoltasi all'Arsenale di Venezia, il microbiologo italiano Rino Rappuoli ha vinto il primo premio dell'autorevole European Inventor Awards 2017, il riconoscimento europeo per i brevetti, che lo scienziato senese ha portato a casa grazie alle sue scoperte sui vaccini. Al sessantacinquenne è stato attribuito il premio più importante della rassegna, quello alla carriera (Lifetime Achievment), che corona quaranta anni di successi ottenuti principalmente nei laboratori di grandi case farmaceutiche.

Rappuoli viene infatti definito il “padre dei vaccini moderni”, ed è grazie al suo lavoro che, perlomeno nei paesi industrializzati, sono state quasi completamente debellate patologie infettive alla stregua della difterite, della meningite batterica e della pertosse, quest'ultima balzata agli onori della cronaca proprio in questi giorni per la proposta choc di un gruppo di studiosi. Le immunizzazioni di massa scaturite dai vaccini brevettati da Rappuoli hanno salvato – e continuano a salvare – milioni di vite in tutto il mondo, sebbene la differenza tra paesi ricchi e poveri continui ad essere sostanziale. Ed è proprio alla luce di questo divario che il ricercatore, direttore scientifico presso la multinazionale farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK) Vaccines, ha avviato la Novartis Vaccines Institute for Global Health, un'organizzazione senza scopo di lucro per fornire vaccinazioni alle popolazioni meno fortunate.

Il merito del microbiologo e del suo team di ricerca è stato quello di stravolgere lo sviluppo dei vaccini attorno agli anni '90, fino ad allora ‘fossilizzato' sugli stilemi dettati da Louis Pasteur. Attraverso l'ingegneria genetica ha creato ibridi contenenti una porzione di DNA ed elementi proteici dell'agente patogeno, favorendo sensibilmente l'operato del sistema immunitario. “Le vaccinazioni – ha sottolineato il microbiologo – possono allungare la speranza di vita e ridurre le distanze fra Paesi ricchi e poveri. Gli archi e le mura lasciate a metà della cattedrale di Siena testimoniano tuttora la ‘morte nera', l'epidemia che nel 1348 devastò la città. Non volevo che una cosa simile potesse accadere di nuovo, così decisi di dedicare la mia intera vita allo sviluppo di vaccini”.

Durante la cerimonia svoltasi a Venezia sono state numerose le figure istituzionali che hanno omaggiato il lavoro pionieristico di Rappuoli, dal presidente dell'Epo Benot Battistelli al Ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda, che hanno sottolineato l'importanza dei vaccini, anche alla luce delle recenti campagne ‘antivax' nel nostro Paese. Il microbiologo al momento è a lavoro su nuovi promettenti vaccini, come quelli contro il virus sinciziale respiratorio e il citomegalovirus, e noi non possiamo che augurargli di avere lo stesso successo ottenuto con le sue precedenti ricerche.

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