Sono già diversi giorni che la nostra Stella si dimostra particolarmente attiva: pare addirittura che domenica si sia verificato il brillamento più potente di quelli registrati durante l’attuale ciclo solare, della durata di 11 anni. E le conseguenze, come si sperava, si sono viste: almeno per qualche fortunato che, stando in località più vicine ai poli, ha potuto godere dell’incantevole spettacolo delle aurore polari.

Come nasce un'aurora polare.

I brillamenti, verificatisi in una regione particolarmente turbolenta della superficie solare, sono stati seguiti da forti espulsioni di massa coronale: quando accade ciò, il plasma rovente si dirige anche verso la Terra sotto forma di vento solare. Nel giro di 24/36 ore le particelle cariche della materia espulsa giungono ed impattano con il campo magnetico terrestre. Questo "incontro" eccita gli atomi dell'atmosfera che, nel rilasciare energia, emettono luce di varie lunghezze d'onda: ossia lo spettacolo che ci è noto come aurora polare.

Tali tempeste magnetiche possono durare giorni e causare interruzioni ai sistemi di navigazione satellitare o alle comunicazioni radio oppure, addirittura, alla rete elettrica: il rischio, nel caso di una tempesta potente come questa, era piuttosto alto.

in foto: Le particelle solari interagiscono con la magnetosfera

Una tempesta molto intensa.

Il grado della tempesta in atto è stato classificato, nel punto di maggiore potenza, come 4 (la scala è da 1 a 5) dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, mentre attualmente si sta assistendo ad una graduale diminuzione nell'intensità fino al livello 2. Proprio in ragione di questa eccezionale potenza, il fenomeno è stato visibile anche in zone più distanti dai poli, giungendo, nell'emisfero boreale, fino all'isola britannica, alla Germania e alla Polonia.