Non accadeva dal 1967 e per assistere ancora a qualcosa del genere dovremo attende il 2062: quest'anno il solstizio coincide con la Luna piena del mese, poiché entrambi cadono il 20 di giugno. Certo, è opportuno fare tutte le precisazioni del caso ma resta comunque il fatto che il giorno più lungo dell'anno, per questo 2016, ci regala un'ulteriore sorpresa.

Questione di istanti.

La coincidenza nella stessa data non riguarda, in verità, l'intero globo terrestre e adesso spieghiamo il perché.
La luna piena del 20 giugno c'è alle ore 11:02 del mattino, mentre il momento in cui il Sole raggiunge il punto più alto sull'orizzonte nel suo moto apparente, ossia il solstizio, si verificherà alle 22:34 dello stesso 20. Peccato che, però, gli orari siano quelli misurati a partire dal Meridiano di Greenwich (UTC), ragion per cui il solstizio estivo in Italia sarà comunque alle 00:34 del 21 (due ore in più, una per il fuso orario diverso, l'altra perché c'è l'ora legale estiva in vigore).

Quindi, a voler essere precisi, non ci una coincidenza per tutti: poco male, dato che questo non ci impedirà di goderci una giornata lunghissima ed una magnifica luna piena che, complice l'umidità della stagione, potrebbe apparire nei primi momenti dal suo sorgere, quando è ancora bassa sull'orizzonte, con un colore particolarmente affascinante, tendente al rosso.

La porta dell'estate.

Ma soprattutto, è finalmente il momento per festeggiare l'ingresso della bella stagione. Il fenomeno del solstizio è dovuto al fatto che l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'eclittica del Sole. Quando, nel corso del suo cammino apparente, il Sole raggiunge la massima declinazione, nel nostro emisfero inizia l'estate; a partire da questa altezza massima, prende inizio l'estate e le giornate iniziano ad accorciarsi sempre più, fino a giungere, con il solstizio di dicembre al nuovo ciclo di rinascita, con l'ingresso dell'inverno (naturalmente, per l'emisfero australe vale lo stesso discorso al contrario).

Ogni anno il solstizio slitta in avanti di circa 6 ore rispetto all'anno precedente: per evitare quella progressiva divergenza tra stagioni solari e calendario che inevitabilmente si verificherebbe, esiste l'anno bisestile che riallinea forzatamente il tutto. Per tale ragione, ogni tanto il solstizio estivo cade il 20 di giugno, anziché il 21, e quello invernale il 22 di dicembre, anziché il 21.

Verso la notte di San Giovanni.

In molti luoghi del Pianeta, ci sarà chi renderà omaggio a questa giornata – e agli antichi riflessi delle civiltà contadine e pagane – con rituali che mescolano l'antico e il moderno. Nella nostra tradizione, questo importante momento del ciclo delle stagioni si connette con le celebrazioni del 24 giugno per San Giovanni Battista, cugino e precursore di Gesù Cristo. Queste due figure della cristianità sono speculari: San Giovanni Battista è l'unico Santo del quale si celebri la nascita (e non il giorno della morte, come rinascita nel Regno dei cieli), esattamente come Gesù. In entrambi i casi, tali celebrazioni cadono pochi giorni dopo i solstizi: quasi come se a questi due "guardiani", in un'epoca remota, si sia attribuito il ruolo fondamentale di sorvegliare sul passaggio del Sole attraverso le due porte dei solstizi.